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Pizza napoletana, bistecca alla fiorentina, saltimbocca alla romana, risotto alla milanese, pesto genovese e trapanese, olive ascolane, mostarda di Cremona. Non fatevi ingannare: non è una lista delle delizie all’italiana. È la dimostrazione che la cucina del Bel Paese è una cucina di città. Altro che mito contadino... «Gli italiani a volte parlano di una ‘civiltà della tavola’. È una definizione che abbraccia i tanti e diversi aspetti di una cultura che trovano espressione attraverso il cibo: dall’economia agricola alle ricette per i sottaceti, dai legami familiari alla tecnica corretta per sputare un nocciolo d’oliva nella mano. Il cibo è affascinante, ma in definitiva è molto più affascinante chi lo produce, lo cucina, lo mangia e ne parla. Ecco perché questo libro è una storia della civiltà della tavola italiana, non semplicemente la storia di quello che gli italiani mettono in tavola».
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Con gusto, Fabio Galimberti, John Dickie
- Taal
- Jaar van publicatie
- 2007
- Bindwijze
- (Hardcover),
- Staat van het boek
- Zeer goed
- Prijs
- € 7,49
Betaalmethoden
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- Titel
- Con gusto
- Ondertitel
- Storia degli italiani a tavola
- Taal
- Italiaans
- Auteurs
- Fabio Galimberti, John Dickie
- Uitgever
- Laterza
- Jaar van publicatie
- 2007
- Formaat
- Hardcover
- Aantal pagina's
- 448
- ISBN10
- 8842077755
- ISBN13
- 9788842077756
- Reeks
- Aantekening
- Pizza napoletana, bistecca alla fiorentina, saltimbocca alla romana, risotto alla milanese, pesto genovese e trapanese, olive ascolane, mostarda di Cremona. Non fatevi ingannare: non è una lista delle delizie all’italiana. È la dimostrazione che la cucina del Bel Paese è una cucina di città. Altro che mito contadino... «Gli italiani a volte parlano di una ‘civiltà della tavola’. È una definizione che abbraccia i tanti e diversi aspetti di una cultura che trovano espressione attraverso il cibo: dall’economia agricola alle ricette per i sottaceti, dai legami familiari alla tecnica corretta per sputare un nocciolo d’oliva nella mano. Il cibo è affascinante, ma in definitiva è molto più affascinante chi lo produce, lo cucina, lo mangia e ne parla. Ecco perché questo libro è una storia della civiltà della tavola italiana, non semplicemente la storia di quello che gli italiani mettono in tavola».


