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Justine o le sventure della virtù

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Specchio di virtù e di devozione religiosa, Justine racconta alla sorella Juliette, dopo una lunga separazione, le proprie disavventure. La narrazione si trasforma in un vertiginoso viaggio tra frati licenziosi, impenitenti falsari, losche mezzane, aristocratici viziosi: un percorso iniziatico attraverso l'esperienza del libertinaggio, che si snoda circolarmente in discorsi, classificazioni ed enumerazioni. Pubblicato anonimo nel 1791 e subito dichiarato fuorilegge, Justine fu sottratto all'oblio cui lo destinava '"inferno" della Biblioteca Nazionale di Parigi negli anni Trenta e consegnato alla tradizione letteraria del Novecento. Da allora artisti, scrittori e filosofi hanno trovato in Sade un modello di stile e di pensiero, per la straordinaria novità dei congegni narrativi e per l'inedito trattamento del tema dell'utopia: un'utopia, come argomenta Octavio Paz nel brillante saggio introduttivo, che funziona al rovescio.

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Justine o le sventure della virtù, Octavio Paz, Marquis de Sade

Taal
Jaar van publicatie
2005
Bindwijze
(Paperback)
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Betaalmethoden

3,2
Oké
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Titel
Justine o le sventure della virtù
Taal
Italiaans
Uitgever
BUR Rizzoli
Jaar van publicatie
2005
Formaat
Paperback
Aantal pagina's
400
ISBN10
8817006130
ISBN13
9788817006132
Reeks
Categorieën
Eerste editie
1791
Oorspronkelijke titel
La Nouvelle Justine ou les Malheurs de la vertu
Beoordeling
3,2 van 5
Aantekening
Specchio di virtù e di devozione religiosa, Justine racconta alla sorella Juliette, dopo una lunga separazione, le proprie disavventure. La narrazione si trasforma in un vertiginoso viaggio tra frati licenziosi, impenitenti falsari, losche mezzane, aristocratici viziosi: un percorso iniziatico attraverso l'esperienza del libertinaggio, che si snoda circolarmente in discorsi, classificazioni ed enumerazioni. Pubblicato anonimo nel 1791 e subito dichiarato fuorilegge, Justine fu sottratto all'oblio cui lo destinava '"inferno" della Biblioteca Nazionale di Parigi negli anni Trenta e consegnato alla tradizione letteraria del Novecento. Da allora artisti, scrittori e filosofi hanno trovato in Sade un modello di stile e di pensiero, per la straordinaria novità dei congegni narrativi e per l'inedito trattamento del tema dell'utopia: un'utopia, come argomenta Octavio Paz nel brillante saggio introduttivo, che funziona al rovescio.