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Beat: Marta nella corrente

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Nel torrido pomeriggio del 1982, Aldo Fantini, fresco di pensione, riceve una visita inaspettata dalla polizia: sua figlia Bruna è morta in un incidente d'auto a Milano. Ignaro della vita di Bruna, da cui non ha notizie da dieci anni, scopre di essere diventato nonno di una bambina di nome Marta, trovata sola nell'appartamento della madre. Nonostante il dolore e i rancori passati, Aldo decide di prendersi cura di Marta, richiedendo la sua affidamento e recuperando oggetti per alleviare la sua solitudine. Tuttavia, Marta non conosce il nonno e lo percepisce come un estraneo. Marta viene poi affidata alla dottoressa Emma Donati, psicologa che, come la bambina, affronta il silenzio e il dolore. Sopravvissuta ad Auschwitz, Emma porta con sé una ferita profonda, riattivata dal senso di colpa di Marta per la morte della madre. La loro interazione diventa un percorso di guarigione reciproca, mentre entrambe cercano di affrontare il passato e il dolore. Con una scrittura impeccabile e attenta ai dettagli, l'autrice esplora temi di perdita, identità e resilienza, intrecciando il dramma della Shoah con la Milano degli anni Ottanta, rivelando un talento raro nel dare voce alle emozioni più intense.

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Beat: Marta nella corrente, Elena Rausa

Taal
Jaar van publicatie
2017
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(Paperback)
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Betaalmethoden

3,0
Oké
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Titel
Beat: Marta nella corrente
Taal
Italiaans
Uitgever
BEAT
Jaar van publicatie
2017
Formaat
Paperback
Aantal pagina's
271
ISBN10
8865594330
ISBN13
9788865594339
Reeks
Beoordeling
3 van 5
Aantekening
Nel torrido pomeriggio del 1982, Aldo Fantini, fresco di pensione, riceve una visita inaspettata dalla polizia: sua figlia Bruna è morta in un incidente d'auto a Milano. Ignaro della vita di Bruna, da cui non ha notizie da dieci anni, scopre di essere diventato nonno di una bambina di nome Marta, trovata sola nell'appartamento della madre. Nonostante il dolore e i rancori passati, Aldo decide di prendersi cura di Marta, richiedendo la sua affidamento e recuperando oggetti per alleviare la sua solitudine. Tuttavia, Marta non conosce il nonno e lo percepisce come un estraneo. Marta viene poi affidata alla dottoressa Emma Donati, psicologa che, come la bambina, affronta il silenzio e il dolore. Sopravvissuta ad Auschwitz, Emma porta con sé una ferita profonda, riattivata dal senso di colpa di Marta per la morte della madre. La loro interazione diventa un percorso di guarigione reciproca, mentre entrambe cercano di affrontare il passato e il dolore. Con una scrittura impeccabile e attenta ai dettagli, l'autrice esplora temi di perdita, identità e resilienza, intrecciando il dramma della Shoah con la Milano degli anni Ottanta, rivelando un talento raro nel dare voce alle emozioni più intense.