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Biblioteca Scientifica - 9: Mente, linguaggio e realtà

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Hilary Putnam è stato per molti anni, ed è tuttora, una sorta di baricentro della filosofia della scienza. Tutti i temi più caldi e delicati – dal rapporto mente-macchine a quello ragione-realtà – vengono a un certo punto da lui affrontati e fatti passare attraverso un vaglio quanto mai sottile. E si può dire che, una volta passati da quel vaglio, quei problemi non si presentano più come si presentavano prima. Se trasponessimo in termini medioevali la situazione di oggi, Putnam vi occuperebbe un luogo analogo a quello di san Tommaso, ugualmente opposto al nominalismo (che oggi sarebbe rappresentato innanzitutto da Quine, ispiratore-avversario di Putnam) e all’idealismo platonizzante. Putnam, di fatto, è un realista. Ma, contrariamente ai realisti letterari, quelli scientifici sono tenuti a mostrare una straordinaria sottigliezza. La loro scommessa di accettare l’esistenza di una realtà li obbliga a procedimenti estremamente rigorosi e sofisticati. Maestro fra tutti loro, Putnam è convinto che, se si vuole ancora dare un senso preciso alla parola <i>ragione</i> – questa entità dai contorni sempre più fantomatici –, occorrerà sottoporla a prove durissime e controllate passo per passo. E in questo senso le analisi di Putnam si sono rivelate preziose anche per i suoi avversari. <i>Mente, linguaggio e realtà</i> è apparso per la prima volta nel 1975.

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Biblioteca Scientifica - 9: Mente, linguaggio e realtà, Hilary Putnam, Roberto Cordeschi

Taal
Jaar van publicatie
2004
Bindwijze
(Paperback),
Staat van het boek
Beschadigd
Prijs
€ 27,99

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Titel
Biblioteca Scientifica - 9: Mente, linguaggio e realtà
Taal
Italiaans
Uitgever
Adelphi
Jaar van publicatie
2004
Formaat
Paperback
Aantal pagina's
498
ISBN10
8845902579
ISBN13
9788845902574
Reeks
Aantekening
Hilary Putnam è stato per molti anni, ed è tuttora, una sorta di baricentro della filosofia della scienza. Tutti i temi più caldi e delicati – dal rapporto mente-macchine a quello ragione-realtà – vengono a un certo punto da lui affrontati e fatti passare attraverso un vaglio quanto mai sottile. E si può dire che, una volta passati da quel vaglio, quei problemi non si presentano più come si presentavano prima. Se trasponessimo in termini medioevali la situazione di oggi, Putnam vi occuperebbe un luogo analogo a quello di san Tommaso, ugualmente opposto al nominalismo (che oggi sarebbe rappresentato innanzitutto da Quine, ispiratore-avversario di Putnam) e all’idealismo platonizzante. Putnam, di fatto, è un realista. Ma, contrariamente ai realisti letterari, quelli scientifici sono tenuti a mostrare una straordinaria sottigliezza. La loro scommessa di accettare l’esistenza di una realtà li obbliga a procedimenti estremamente rigorosi e sofisticati. Maestro fra tutti loro, Putnam è convinto che, se si vuole ancora dare un senso preciso alla parola <i>ragione</i> – questa entità dai contorni sempre più fantomatici –, occorrerà sottoporla a prove durissime e controllate passo per passo. E in questo senso le analisi di Putnam si sono rivelate preziose anche per i suoi avversari. <i>Mente, linguaggio e realtà</i> è apparso per la prima volta nel 1975.