Set against the backdrop of Nazi-occupied Genoa in 1944, a private investigator finds himself entangled in a dual narrative of past and present. Bacci Pagano is tasked with protecting a key witness against a human trafficking ring while simultaneously investigating a man's search for his long-lost brother. As he navigates through old secrets and present dangers, the story explores the lingering effects of wartime sins. Lauded for its intricate storytelling, this novel blends historical intrigue with a gripping mystery, earning accolades and recognition in the literary world.
Bruno Morchio Boeken






Ein spektakulärer Auftrag für Bacci Pagano: Der kauzige Privatdetektiv wird von einer Versicherungsgesellschaft angeheuert, den Tod eines Rentners aufzuklären. Dieser hatte noch im hohen Alter eine millionenschwere Lebensversicherung abgeschlossen. Seine regelrecht zerfleischte Leiche wurde auf einem bewaldeten Hügel außerhalb Genuas gefunden, genau dort, wo unlängst Wölfe gesichtet worden sein sollen. Ein schrecklicher Unglücksfall? Oder steckt womöglich die bildhübsche junge Witwe dahinter? Bacci Pagano schenkt den Gerüchten keinen Glauben. Doch während er Licht ins Dunkel bringt, machen ihm verflossene Liebschaften und neue Versuchungen das Leben schwer.
La Crêuza degli Ulivi
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UNA SERIE DA 150.000 LETTORI NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA DALL’AUTORE Agosto 2001. A poche settimane dal G8 di Genova, l’investigatore privato Bacci Pagano si ritrova solo in una città desolata e ferita. La sua fidanzata, Mara, è in vacanza nelle isole greche con un altro uomo, e la morsa della gelosia si somma al torrido squallore delle giornate estive. Per alleviarla, Bacci cerca la compagnia di Valeria, che sembra lieta di rivederlo. Ma, nonostante l’immobilità della stagione, un nuovo caso bussa alla porta del detective dei carruggi: una procace signora lo incarica di cercare le prove del tradimento del marito, il famoso cardiochirurgo Eugenio Amidei. Qualche giorno dopo, una giovane donna viene trovata morta nella sua casa fuori città, in una via isolata che sale ripida fra gli ulivi. Il caso vuole che la vittima sia proprio l’amante del dottor Amidei. Suo malgrado, Bacci Pagano si ritrova così implicato in un’indagine per omicidio. I sospetti della polizia si concentrano subito sul medico. Ma l’intuito infallibile dell’investigatore dice che la verità è ben diversa. Perché la vittima era amica di Mara, e dalla rete di amici e familiari emergono segreti che non possono più essere taciuti. Ancora una volta, Bacci saprà domare i propri tormenti interiori per dare giustizia a chi non può più parlare.
Con la morte non si tratta
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Una rapina sulla Statale Carlo Felice, in Sardegna: uno dei banditi viene ferito e arrestato, ma non parla. I suoi complici dividono il bottino. Sono passati diversi anni, quell'uomo è ancora in galera. Suo figlio, un tossicodipendente, è scomparso. Forse è partito per l'isola, alla ricerca dei complici di quel colpo miliardario. Su incarico dell'avvocato del padre la sua amica Gina Aliprandi, Bacci Pagano inforca la sua vecchia Vespa 200 PX color amaranto e parte per la Sardegna. A Tertenia sarà ospite di Virgilio Loi, il secondino che l'ha salvato quando era in carcere per terrorismo. Forse in Sardegna quella storia l'hanno dimenticata, forse non sta succedendo nulla. Forse quel soggiorno in riva al mare sarà solo una pausa riposante. Forse sarà una vacanza meravigliosa, perché potrebbe raggiungerlo Aglaja, sua figlia diciottenne: la ragazza rifiuta di vederlo da dieci anni, da quando Bacci si è dolorosamente separato da Clara, la sua ex moglie. O forse sarà una delle solite pericolose indagini di Bacci Pagano.
Bacci Pagano è un vecchio investigatore privato che ha perso per strada tutti i sogni e le speranze della sua gioventù. Dopo aver creduto nella rivoluzione si è fatto cinque anni di galera come terrorista rosso, per uno scherzo del destino e senza mai esserlo stato. La moglie lo ha lasciato e da dieci anni non vede più sua figlia. Anche la giovane fidanzata lo ha mollato. Gli resta ancora qualche amico, come il commissario Pertusiello, dirigente della Squadra Omicidi della Mobile di Genova. I carruggi sono il suo territorio, nei carruggi vive e lavora muovendosi su una vecchia Vespa color amaranto. E il centro storico di Genova, sospeso tra degrado e speculazione travestita da modernità, rappresenta lo scenario su cui si muovono i personaggi del romanzo. Mentre sta indagando su un oscuro faccendiere per conto di un’antica famiglia genovese assediata dalla mafia, Bacci Pagano conosce la giovane fidanzata del suo cliente, donna impetuosa e nevrotica che lo cerca e lo respinge, e scopre che costei è al centro di una situazione ambigua e complicata fatta di finte ingenuità e di cinici calcoli che portano fino al delitto. Nel frattempo un suo vecchio compagno del sessantotto lo assolda per ritrovare una carabina rubata dalla sede di una radio. Con quella carabina qualcuno vuole attentare alla vita del Presidente del Consiglio, in visita a Genova per incontrare gli studenti del Liceo D’Oria.
Il profumo delle bugie
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La famiglia D'Aste è una delle più in vista della città: una ricchezza antica e continuamente accresciuta grazie all'attività immobiliare e a solide relazioni con i "poteri forti" della città, a cominciare dai politici. Su tutti, nell'ampia villa dove risiedono i D'Aste, domina il vecchio patriarca, il nonno Edoardo. Visti i pessimi rapporti con i figli, ha deciso di puntare tutto sul venticinquenne nipote Francesco: sarà il volto nuovo della famiglia, a cui viene affidato il risanamento di un vecchio quartiere. Le tensioni non mancano: tra Edoardo e i figli, il padre di Francesco, che è medico, e zia Lena, che è tornata dopo un lungo soggiorno in India. Perché anche le donne hanno un ruolo centrale, negli equilibri e nelle faide familiari: la moglie di Edoardo, anziana e malata; sua nuora Rosita, che non essendo "nata bene" resta per sempre un corpo estraneo al clan; e soprattutto la giovane Dolores, la fidanzata di Francesco, con la sua leggerezza e la forza seduttiva della sua giovinezza e la sua sensualità. Sarà lei a scardinare l'ipocrisia che ha sempre regolato i rapporti familiari e a far divampare contrasti soffocati troppo a lungo, nell'arco di poche settimane - raccontate attraverso il punto di vista dei tre uomini della dinastia - che conducono a un Natale decisivo per la vita di tutti.
La Genova di Bacci Pagano
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Dove crollano i sogni
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Dalla periferia della Certosa il mare non si vede. Lì la gente tira a campare tra i capannoni dismessi della vecchia Genova operaia che ora non c’è più, all’ombra del grande ponte autostradale su cui s’infrange ogni occasione di riscatto. A Certosa non c’è nessun posto al sole per la diciassettenne Blondi che abita in un buco d’appartamento insieme alla madre, single trasandata che quando non lavora come infermiera in un ospizio, trascorre le serate a bere. L’esistenza della ragazza è tutta lì, inchiodata all’asfalto, tra le panchine dei giardinetti e il bar di Carmine, ritrovo degli ultras della Sampdoria, a bere e fumare con improbabili amici. Blondi ha una storia con il bello e inconcludente Cris, che sogna di comprarsi una moto e intanto passa da una canna a un “tirello” di ero. Lei, di sogni, ne ha altri. Vuole fuggire in Costa Rica per ricominciare. Servono i soldi, però. E l’occasione giusta. Gli scrupoli, invece, si dimenticano in fretta quando si è disposti a tutto – ma proprio a tutto – pur di scappare. Bruno Morchio riporta il noir nei sobborghi del Nord Italia, nelle strade dannate di quel Sud del Nord di cui Genova è la capitale. Con una lingua cruda e nuda stila la confessione in prima persona di un’umanità senza innocenza e senza speranza, per la quale nessun assalto al cielo è più possibile, e il vivere è come terra che trema, e frana, sotto i piedi.
Uno sporco lavoro. La calda estate del giovane Bacci Pagano
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Un piede in due scarpe
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Il testamento del Greco
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Il Greco aveva un’ossessione: proteggere dalla verità le persone che amava. È per questo che nel ’92, dopo l’incidente d’auto in cui morì sua moglie, portò suo figlio lontano da Genova, in un casale isolato dal mondo, e gli insegnò a vivere come un lupo solitario, senza paura né padroni. Oggi Alessandro Kostas è un gigante di trentasei anni e, da quando ha perduto anche il padre, si sente intrappolato in un’esistenza randagia. Poi arriva il giorno in cui viene aperto il testamento del Greco, un uomo che si è lasciato alle spalle punti interrogativi e qualche segreto inconfessabile: per vent’anni ha lavorato nei Servizi di intelligence e ha dovuto fare i conti con gli affari più sporchi della Repubblica. Leggere le sue ultime parole è un duro colpo per Alessandro, perché lo risucchia in un gorgo di ricordi e lo costringe a tornare nella sua città natale, dove si troverà faccia a faccia coi misteri più dolorosi della sua famiglia. Ma leggere quel testamento è anche togliersi una benda dagli occhi e capire finalmente che tutta la sua vita è stata programmata per dare la caccia a qualcuno. Anzi, la caccia è già iniziata. Giocando una formidabile partita a scacchi con la verità, Bruno Morchio consacra definitivamente la sua abilità nell’indagare l’animo umano e lo spirito di una città unica, popolata di ombre, che sembra creata ad arte per nascondere i propri segreti. Proprio come questo romanzo.






