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Erasmo da Rotterdam

    Adagia
    Elogio della pazzia
    Elogio della follia. Testo latino a fronte. Ediz. integrale
    Elogio della follia
    Elogio della follia. Testo latino a fronte - Edizione integrale
    Margini - 22: Iulius exclusus e coelis
    • «La follia prolunga la giovinezza e allontana la vecchiaia». È solo uno degli argomenti che la Follia utilizza per tessere l’elogio di se stessa, attraverso la penna di Erasmo. Ed è uno degli argomenti più attuali: a cinque secoli dalla sua pubblicazione (1511) la fama dell’Elogio rimane immutata. Lontano dalle astrazioni dei teologi, dalla decadente metafisica scolastica e dal mero esercizio del potere ecclesiastico, Erasmo insegue qui l’autenticità del messaggio cristiano, in nome di un superiore impegno morale e religioso. È il ritratto di uno spirito lontano da ogni estremismo, aperto, tollerante, animato da slanci di entusiastica e positiva generosità, che culminano in quella superiore “follia” evangelica che si contrappone all’avidità di potere e di sapere dei poveri di spirito.

      Elogio della follia. Testo latino a fronte. Ediz. integrale2014
      3,7
    • Testo a fronte. L'Elogio della Follia è il capolavoro di Erasmo da Rotterdam, e da oltre quattro secoli conserva miracolosamente la sua freschezza e un'incredibile vivacità. La Follia tiene un discorso ai propri fedeli, dove afferma che nulla di bello e di buono deriva da lei. Partendo da questo principio serio e paradossale insieme, descrive e smaschera i diversi tipi umani, dalle alte sfere della politica e della Chiesa alle superstizioni e alle passioni del volgo. Opera contraddittoria e misteriosa, l'Elogio apre la strada all'uomo moderno, libero e intelligente - acuto osservatore della commedia mondana -, con la grazia scintillante dell'ingegno e la critica beffarda dei pregiudizi.

      Elogio della follia1996
      3,7
    • [dalla quarta di copertina] Un tracotante papa guerriero , circondato da una folla di orridi taglaigola, si presenta alla porte del Paradiso, pretendendo di essere ammesso senza indugi. Uno sbigottito San Pietro stenta a riconoscere nell'arrogante personaggio un suo, sia pur lontano, successore. M a Giulio II della Rovere era un pontefice rinascimentale e lo scoppiettante dialogo che scaturisce dimostre che era passato troppo tempo dall'epoca in cui il Nazareno predicava in Galilea. Il sapido libello che, in un latino elegantissimo, descrive al tronfia opulenza della Chiesa rinascimentale, i costumi corrotti del clero, della sua politica secolare, contrapponendo questa degradazione alla purezza evangelica della Chiesa primitiva, è oramai concordemente attribuito alla penna di Erasmo da Rotterdam. Tutt'altro che un mero divertissement, comunque: Iuluis exclusus esprime "la voce più vibrante di condanna levatasi contro il papato politico prima della Riforma" nonché la speranza della cultura dell'humanitas di salvare la Chiesa senza ricorrere ai sommovimenti che saranno realizati dallo scisma di Lutero.

      Margini - 22: Iulius exclusus e coelis1995
      3,0