Rosso Istanbul
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Ferzan Özpetek creëert verhalen die de complexiteit van menselijke verbindingen en de zoektocht naar het zelf onderzoeken, vaak met thema's als seksualiteit en verborgen familiedynamiek. Zijn visuele stijl is rijk en suggestief, en trekt kijkers mee in de intieme emotionele landschappen van zijn personages. Özpetek onderzoekt consequent hoe individuen maatschappelijke rollen navigeren en omgaan met verlies, liefde en uitsluiting. Zijn werk biedt een diepgaand inzicht in het gevarieerde weefsel van de menselijke ervaring en de diepten van de ziel.




Un regista turco residente a Roma decide di tornare a Istanbul, sua città natale. Questo ritorno risveglia in lui ricordi vividi: la madre bella e malinconica, il padre misteriosamente scomparso e riapparso, la nonna elegante, le "zie" appassionate e la domestica Diamante. Rivive momenti di infanzia, come il primo aquilone, il primo film e i primi baci, immerso nei profumi e nelle estati sul Mar di Marmara, insieme al ricordo di un amore perduto. Tuttavia, Istanbul lo sorprende e lo trattiene, nonostante il desiderio di ripartire. Il passato può tornare, ma il presente ha il potere di afferrarci attraverso incontri inaspettati. Durante il volo, incrocia lo sguardo di una donna, viaggiatrice come lui, che si trova a Istanbul per lavoro e piacere con il marito e colleghi. Un evento in città cambierà per sempre le loro vite. Tra caffè, hamam, amori irrisolti e tradimenti, i destini del regista e della donna si intrecciano, culminando in una convergenza inevitabile. Questo racconto è una celebrazione della bellezza e della complessità di Istanbul.
È una domenica mattina di fine giugno e Sergio e Giovanna, come d’abitudine, hanno invitato a pranzo nel loro appartamento al Testaccio due coppie di cari amici. Stanno facendo gli ultimi preparativi in attesa degli ospiti quando una sconosciuta si presenta alla loro porta. Molti anni prima ha vissuto in quella casa e vorrebbe rivederla un’ultima volta, si giustifica. Il suo sguardo sembra smarrito, come se cercasse qualcuno. O qualcosa. Si chiama Elsa Corti, viene da lontano e nella borsa che ha con sé conserva un fascio di vecchie lettere che nessuno ha mai letto. E che, fra aneddoti di una vita avventurosa e confidenze piene di nostalgia, custodiscono un terribile segreto. Riaffiora così un passato inconfessabile, capace di incrinare anche l’esistenza apparentemente tranquilla e quasi monotona di Sergio e Giovanna e dei loro amici, segnandoli per sempre.