Lancia Hyena Zagato
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Exploring the intense emotions of love, this book delves into the struggles of lovers who strive to preserve their connection amidst challenges. It captures the delicate balance between beauty and despair, highlighting the complexities of relationships and the yearning for personal fulfillment. Through poignant storytelling, it reflects on the sacrifices made in the name of love and the quest for identity within it.
Edizione integrale
Nell'estate del 1836, sulla spiaggia di Trouville, il quindicenne Flaubert incontra una giovane donna, Elisa Schlesinger, di cui si innamora perdutamente e segretamente. Un amore fatale che lo segna in modo indelebile e che lo inseguirà per tutta la vita. I fantasmi di Trouville, il senso profondo della solitudine, dell'abbandono, della mancanza, ma anche della «rivolta», che troveranno in seguito compiuta espressione nella Educazione sentimentale, aleggiano già in queste pagine, scritte poco dopo l'evento, nel 1836, e terminate nel 1838, attraverso una «confessione» che trascina con sé anche altri aspetti dell'adolescenza di Flaubert. È in queste «memorie» fatte di idee, ricordi, impressioni, capricci, sogni, entusiasmi e sconforti, riportate «giurando di dire tutta la verità», che nasce lo scrittore Flaubert, che la scrittura, la poesia, la creazione letteraria divengono per lui croce e delizia, disdetta e compenso, luogo in cui ritrovarsi e comprendersi e insieme tormento esistenziale.
Het spook dat eind vorige eeuw in en om de Parijse opera rondwaart heeft een beroemde zangeres in zijn macht.
One of the defining novels of the entire crime genre, Gaston Leroux's The Mystery of the Yellow Room has inspired readers and writers including Agatha Christie and John Dickson Carr, and is now republished in hardback in the Detective Club series with a brand new introduction.
Brevi capolavori di ambigua e delicata bellezza, i Contes cruels spiccano sovrani su tutta l’opera di Villiers de l’Isle-Adam, vero prisma rilucente in cui l’esprit dell’autore si riflette in tutte le sue molteplici sfaccettature. Feroci, sgradevoli, imbarazzanti, sontuosi nella scrittura, dove ammiccano tesori lessicali tutti da riscoprire e gustare con palato sottile, impreziositi da un sapientissimo uso del décor, i Contes cruels («il più miracoloso dei libri d’ore», come ebbe a scrivere Stéphane Mallarmé) rappresentano uno splendido, raro esempio di fantastico a parte subjecti da cui parecchi scrittori avranno non poco da imparare.
È negli archivi del palazzo romano dei Caetani, in via delle Botteghe Oscure, che Stendhal trova, nell'inverno 1833-34, una raccolta di manoscritti dei secoli XVI e XVII, scritti da anonimi «in una specie di gergo», cioè in dialetto. In una lettera a Sainte-Beuve scrive: «Ho impiegato le mie economie per acquisire il diritto di fare delle copie. Tradurrò fedelmente questa roba, il cui merito, secondo me, risiede appunto nella fedeltà». Agli occhi di Stendhal infatti queste "cronache", benché l'amore vi svolga un grande ruolo, sono un complemento della storia d'Italia: «è la società da cui sono scaturiti i Raffaello e i Michelangelo»; le storie che vi sono raccontate contengono l'energia dei sentimenti, sono 'verità"; è la «passione italiana», come nell'ultima cronaca, Suora Scolastica, alla quale Stendhal sta ancora lavorando il giorno della sua morte, vortice romanzesco di una passione d'amore negata dalla violenza della società napoletana del XVIII secolo.