Storia di un boxeur latino
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Questo libro raccoglie gli articoli di Gianni Minà su Cassius Clay-Muhammad Ali dal 5 marzo 1971 ad oggi. Minà, per il Tg2 della Rai, seguiva dall’inizio degli anni ’70 l’avventura umana e sportiva del “mito americano con la faccia nera”, il pugile più prestigioso del secolo scorso. È una sorta di diario, con articoli scritti “a braccio” in nottate a Los Angeles, Las Vegas, Kinshasa e Manila, per il Corriere dello Sport e altri giornali. Le cronache delle sfide di The Greatest con Frazier, Norton e Foreman riflettono gli Stati Uniti di quegli anni, segnati dalla lotta per i diritti civili e dalle figure di Malcolm X e Martin Luther King. Cassius Clay, che cambiò nome in Muhammad Ali abbracciando la fede musulmana, fu protagonista di eventi sportivi e sociali. La sua storia continua fino al 1991, quando si impegnò per la liberazione di cittadini nordamericani sequestrati in Iraq. L’idea di questo viaggio nei ricordi di Minà è nata dalla curiosità della moglie Loredana, che scoprì il fascino delle cronache del campione. La sua sensibilità per figure complesse come Clay, afflitto dal morbo di Parkinson, conferma l’unicità del libro, introdotto da un prologo di Mina, artista e esperta di boxe.
Noam Chomsky, Howard Zinn, William Blum, la premio Nobel Nadine Gordimer, Michael Parenti e Leonard Weinglass descrivono le gravi realtà delle aggressioni statunitensi contro Cuba dal 1898. Nel 1959, con il trionfo della Rivoluzione cubana, Washington ha implementato il terrorismo internazionale come strumento della sua politica estera, e la violenza è diventata una norma dottrinale negli affari mondiali. Viene anche esaminato il destino dei Cinque cubani, che si recarono negli Stati Uniti per indagare su gruppi terroristici in Florida e che poi ricevettero pene detentive a vita per averlo fatto. Salim Lamrani è un ricercatore presso l'Università della Sorbona di Parigi. Si è specializzato nelle relazioni tra Stati Uniti e Cuba dal 1959 e ha scritto articoli tradotti in diverse lingue e pubblicati in tutto il mondo.
Da Porto Alegre le idee per un futuro vivibile
Porto Alegre, nel Sud del Brasile, è ormai diventato il punto di incontro per tutte le persone impegnate, a vario titolo, a fronteggiare e sanare le profonde ferite sociali inferte dalla nuova economia globalizzata. Lì Gianni Minà ha incontrato molti rappresentanti del vasto e composito movimento "no global" e, intervistandoli, ha cercato di fare il punto della situazione sulle questioni più urgenti e gravi, dalla mancanza d'acqua per miliardi di persone alla tragedia delle vittime di guerra.
The Nobel Peace Price winner tells her own story and that of many Guatemalans; the dreams and nightmares of the people and their land. This is the Mayans' story, how they were devastated by the mercenaries and betrayed by the politicians.
L'intervista è suddivisa in due parti. La prima parte, introdotta da un ritratto di Castro di Gabriel García Márquez, si concentra sulla storia della rivoluzione cubana. Il presidente Castro descrive le caratteristiche dei principali protagonisti, tra cui Che Guevara e importanti politici mondiali come Kennedy, Carter, Reagan, Chruščov e Brežnev. Viene menzionata l'azione militare cubana in Angola e eventi poco noti, come l'attentato a un aereo cubano nel 1976, in cui persero la vita membri della squadra di scherma cubana. Si affrontano anche temi come l'emigrazione negli Stati Uniti e le relazioni internazionali. La seconda parte, intitolata Presenza e futuro, contiene un'intervista con Gianni Minà, che interroga Castro sulle relazioni internazionali nel 1990, comprese quelle con l'URSS e Michail Gorbaciov. Insieme teorizzano sul comunismo, la pena di morte e la politica. Minà cerca di mantenere un approccio obiettivo, a differenza di Márquez e Amado, che ammirano la personalità di Castro. Discutono del successo del comunismo e del significato delle rivoluzioni. Il libro è ricco di informazioni dal punto di vista di Castro e può offrire un'oggettività nella percezione di questa figura controversa.