Gherardo Colombo Volgorde van de boeken (chronologisch)
Als een momenteel niet-actieve magistraat staat deze auteur bekend om het leiden of bijdragen aan belangrijke onderzoeken naar georganiseerde misdaad, corruptie, terrorisme en de maffia. Tegenwoordig is hij vicevoorzitter van de uitgeverij Garzanti. Zijn gepubliceerde werken benutten zijn rechterlijke ervaring om zorgvuldig en inzichtelijk concepten van democratie, rechtvaardigheid en burgerschap te verkennen. Door toegankelijke, maar toch doortastende proza ontmythologiseert de auteur complexe juridische en maatschappelijke kwesties, met als doel een dieper begrip van democratische principes en burgerverantwoordelijkheid bij de lezers te bevorderen.





La Costituzione Italiana
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A un giornalista che gli chiedeva quale libro avrebbe salvato di questi tempi se avesse dovuto scegliere, Marco Travaglio ha risposto: "Fino a qualche tempo fa avrei detto Dante o Machiavelli, ma oggi dico in assoluto la Costituzione Italiana, calpestata da destra e da sinistra". La Costituzione non più come libro per addetti ai lavori, ma come libro della memoria, da far circolare tra giovani e adulti, da far entrare in tutte le case d'Italia perché in un anno particolare di celebrazioni, ci racconti e ci ricordi come è stata pensata in origine la nostra Repubblica, su quali fondamenti si è costituita, i limiti precisi e invalicabili di chi ci deve governare, le libertà e i diritti di cui possiamo pubblicamente godere. E come unico libro della resistenza, per evitare che quelle regole auree del vivere civile vengano costantemente minacciate, ignorate o cancellate dalla barbarie del nostro tempo. Marco Travaglio, giornalista e autore di numerosi bestseller, da anni e in ogni occasione editoriale o mediatica difende strenuamente la Costituzione Italiana, a cui ha dedicato anche un ciclo di lezioni in vari centri italiani.
Educare alla legalità. Suggerimenti pratici e non per genitori e insegnanti
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Questo libro - che nasce come completamento di "Sei Stato tu? La Costituzione attraverso le domande dei bambini" - aiuta genitori, insegnanti e tutti coloro che lavorano nella formazione a parlare ai giovani delle regole di una società civile, di rispetto della legalità e dei suoi principi, attraverso l'analisi e lo studio degli articoli più importanti della nostra Costituzione. Nato dall'esperienza diretta di Anna Sarfatti, insegnante di scuola primaria, e di Gherardo Colombo, che negli ultimi anni ha incontrato centinaia di ragazzi nelle scuole, questo saggio è uno strumento indispensabile, affinché dalla scuola primaria alla secondaria si apprendano concetti complessi con parole semplici e tanti esempi concreti. Solo imparando a conoscere la Costituzione da piccoli si può diventare cittadini consapevoli, come dice, in queste pagine, un bambino di dieci anni: "Secondo tutti i bambini che seguono la Costituzione il mondo deve essere rispettato sennò non si chiamerebbe mondo. E' grazie al mondo che siamo stati fatti e cresciuti e quindi siamo in debito e dobbiamo dargli un po' di rispetto in cambio".
Sulle regole
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Quando parliamo di giustizia, non ci riferiamo solo alla sua amministrazione quotidiana, che coinvolge giudici, tribunali, avvocati e prigioni, ma anche a un ideale che guida la nostra convivenza. I valori fondamentali ispirano la distribuzione di diritti e doveri, libertà e limiti. Se perdiamo di vista questo riferimento ideale, l’amministrazione della giustizia ne risente, mancando di direzione. Dopo oltre trent’anni in magistratura e numerose inchieste che hanno segnato la storia italiana recente, l'autore offre una riflessione sulla cultura della giustizia e sul significato profondo delle regole. Senza rispetto per le regole, la vita in società sarebbe impossibile. Tuttavia, è essenziale una discussione pubblica sulle ragioni di tali regole per progredire e immaginare nuovi diritti e forme di convivenza. L'autore esplora anche i modelli di società ispirati dalle regole: quelli verticali, basati su gerarchia e pena, e quelli orizzontali, che rispettano la persona e cercano soluzioni alternative alla punizione. Questa seconda strada è stata tracciata sessant’anni fa dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dalla Costituzione italiana.