Dracula
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Solicitor Jonathan Harker embarks on a journey to the castle of Count Dracula in Transylvania, becomes imprisoned there and experiences a host of horrors until he finds an escape.





Solicitor Jonathan Harker embarks on a journey to the castle of Count Dracula in Transylvania, becomes imprisoned there and experiences a host of horrors until he finds an escape.
Un romanzo censurato per oltre 100 anni. Sicilia. Fine Ottocento. Al centro del libro, quanto del film che ne è stato tratto da Roberto Faenza, è la critica del trasformismo delle classi dirigenti abbarbicate al potere e disposte, per mantenerlo, a cambiare spregiudicatamente bandiere e ideologie e a saltare sul carro del vincitore di turno; perfino delle rivoluzioni, se la posta in gioco è quella di vanificare il mutamento, di perpetuare il dominio. "Forse è venuto il tempo di Federico De Roberto" - scrive Antonio Di Grado nella sua introduzione. "Forse il lettore adulto, laico, postideologico, avvezzo al dubbio e alla demistificazione che la sua opera pretende, è già alla soglia di questo incontro decisivo: con uno dei capolavori della letteratura europea tra Otto e Novecento (garante Leonardo Sciascia, che lo giudicò il romanzo italiano più importante dopo "I promessi sposi"), con la più radicale e spietata autoanalisi che una nazione e i suoi intellettuali abbiano formulato della loro storia politica e civile e della natura e del ruolo delle loro élite dirigenti".
Messa per la prima volta in scena sul palcoscenico del Teatro Sant'Angelo a Venezia nel 1753, La locandiera piacque subito molto, anche se forse non riuscì ad affascinare del tutto il pubblico del tempo. Originale, spiazzante, giocata su una storia d'amore che non si sviluppa secondo gli schemi consueti, ma anzi li rovescia in un gioco di imprevisti, La locandiera era probabilmente troppo "moderna", troppo audace per la sua epoca. Più che una vicenda sentimentale, il commediografo veneziano aveva infatti scritto una storia sull'egoismo e sulla forza di carattere, magnificamente rappresentati nella seducente e sicura Mirandolina, civetta e donna d'affari, indimenticabile e luminoso esempio di un eterno femminino davanti al quale devono crollare tutte le difese degli uomini, anche (e soprattutto) di quelli che fanno sfoggio di un'esasperata misoginia.
The funny thing is the harder I work the more clearly I understand things. When I'm worn out after a day's work then it's like my brain relaxes. And sometimes then I get it. The meaning of my life. My purpose on this earth. How many people ever get to say that? And you know what? It doesn't matter. Doesn't change anything. It is not important. In Chekhov's tragi-comedy - arguably his most popular play - the Gayev family is torn by powerful forces deeply rooted in history and the society in which they live. Their estate is hopelessly in debt. Urged to cut down their beautiful cherry orchard and sell the land for holiday cottages, the family struggles to act decisively. Vigorous and profound, this new version of Chekhov's classic play by Olivier award-winner Simon Stephens, from a literal translation by Helen Rappaport, is an anguished and heartbreaking love letter to a society in violent transition. It received its world premiere at the Young Vic, London, on 10 October 2014.