Een man heeft zijn vrouw geslagen, waarna zij vertrekt met hun kind. De man wil alles doen om haar terug te krijgen. Haar droom is steeds geweest om in een vrijstaand huis te wonen. De man wil haar droom, kost wat kost, realiseren. Hij gaat hiervoor heel, heel ver....
Nicola Rainò Boeken



Homo ridens. La dimensione comica dell'esperienza umana
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La dimensione comica evoca sempre un mondo distinto da quello ordinario, operante secondo regole differenti. Il comico rappresenta quindi una sospensione della quotidianità che apre squarci verso una realtà trascendente. Mio padre, accanito raccontatore di barzellette, mi incoraggiò a intraprendere quest'arte più o meno nel periodo in cui andavo all'asilo... Prima o poi questo libro doveva essere scritto». Quasi scusandosi, Berger spiega l'origine del suo ultimo, singolare, lavoro. In particolare, egli si scusa con i librai, immaginandone le angosce nel decidere dove collocare il volume: nello scaffale dell'umorismo, della religione o della sociologia? Senza contare che la parte sulla comicità ebraica potrebbe suggerire la sezione Ebraismo, la difesa di Oscar Wilde la sezione Omosessualità. Ma qual è la tesi di fondo? La dimensione comica evoca sempre un mondo distinto da quello ordinario, operante secondo regole differenti: il comico rappresenta- possiamo dire- una sospensione della quotidianità che apre squarci verso una realtà «trascendente». Tutto congiura, tra le pagine, a insinuare l'idea che se un paradiso esiste dev'essere un luogo dove si ride, dove approderanno gli scampati all'inferno della mancanza di humour e al purgatorio della seriosità. Solo un «grande vecchio» poteva regalarci un libro come questo: egli stesso confessa di essersi risolto a scriverlo sentendosi vicino alla soglia della senilità. Ma a noi piace immaginarlo come questa lettura ci invita a fare: allegramente ispirato da giovanile curiosità, un luterano-zen che ama le barzellette yiddish, il cabaret e il sorriso di Buddha.
Gli Iperborei - 189: L'allegra apocalisse
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La Terra non ci sopporta più. E basta un'enorme sbronza collettiva a New York per i festeggiamenti del nuovo Millennio e uno sciopero dei netturbini di Manhattan a scatenare una disastrosa catastrofe ecologica. Ah, mondo infame! Sarà arrivata l'Apocalisse? Parigi è finita sotto sei metri d'acqua e i pesci si aggirano per le strade e i caffè di Montparnasse, a San Pietroburgo esplode una centrale nucleare, nel mondo stravolto si scatena la Terza guerra mondiale, mancano le fonti di energia e l'economia globale è crollata. Ma in mezzo ai boschi del Kainuu, nella Finlandia centrale, Asser Toropainen, un vecchio comunista "grande bruciachiese", in punto di morte ha destinato tutti i suoi beni per costruire un tempio. E tutt'attorno quest'improbabile santuario è cresciuta una comunità silvestre di gente laboriosa e gaudente che vive di caccia pesca e giardinaggio, in autarchia e prosperità, indifferente alla catastrofe universale. Un gruppo di strampalati personaggi paasilinniani tanto geniali quanto testardi, che naviga in mezzo ai marosi di un pianeta che va in malora con l'incoscienza di un'Utopia senza tempo. Paasilinna immagina un passato e un futuro nemmeno così lontani, contemplando la vanità delle ideologie e del consumismo, e le farneticazioni della nostra civiltà inutilmente complicata. E se l'Apocalisse deve venire, che venga pure. Paasilinna non è certo il tipo da farsene un problema.