Small and insignificant Bastian Balthazar Bux is nobody's idea of a hero, least of all his own. Through the pages of an old book he discovers a mysterious world of enchantment - but a world that is falling into decay. The great task of making things well again falls on Bastian and so begins a dazzling, magical adventure.
Through the eyes of a despairing artist, Hans Schnier, who recreates in his pantomimes incidents in people's lives with honesty and compassion, Boll draws a revealing portrait of German society under Hitler and in the postwar years.
L'estate volge al termine in California. Jane Marsh, accoccolata davanti all'oceano, ripensa con nostalgia ad altri giorni di fine estate in un remoto villaggio scozzese tra le colline. Vorrebbe tanto tornare a Elvie e, soprattutto, vorrebbe ritrovare l'irrequieto e affascinante Sinclair. Ma a Elvie tutto è cambiato. Jane è costretta a fare i conti con la realtà, divisa tra le sue fantasie d'amore e l'amore vero.
Bastiano è un ragazzino grasso e goffo perseguitato dai compagni che si fanno beffe di lui. Per sfuggire a un inseguimento si rifugia in una libreria antiquaria dove incontra un librario e un libro davvero particolari. Ha inizio così una straordinaria avventura che lo vedrà a turno lettore e protagonista attivo, in mondi magici pieni di fantastiche figure.
[Trovi un'edizione con copertina alternativa per questo ISBN qui] «I racconti di Tre sentieri per il lago sono una delle grandi raccolte narrative del nostro secolo. Senza saperlo e volerlo, la Bachmann si allontanò un poco da se stessa: cancellò o sfumò l'ossessione in cui aveva vissuto; e l'ultimo, elegantissimo racconto, che dà il titolo alla raccolta italiana, è in qualche modo una riconciliazione con la figura paterna e con l'Austria materna, sebbene l'incontro e l'addio siano così dolorosi» (Pietro Citati).
September in de Schotse Hooglanden; de natuur maakt zich op voor de lange grijze winter en de inwoners van Strathcroy bereiden zich voor op een groot feest, een feest dat een ommekeer zal betekenen in het leven van Violet Aird en haar familie en vrienden.
La lingua si configura come un elemento centrale dell'identità culturale e antropologica, ma anche come una conquista emotiva, nel primo volume dell'autobiografia di Elias Canetti. Cresciuto in una famiglia ebraica sefardita di origini spagnole in Bulgaria, il giovane Canetti vive in un contesto linguistico complesso: i genitori parlano spagnolo a casa, ma adottano il tedesco per l'intimità, mentre a scuola si insegna bulgaro. Il tedesco, inizialmente ignoto, diventa un legame doloroso con il destino, insegnato con amore dalla madre dopo la prematura scomparsa del padre. Questa lingua, simbolo d'amore, accompagnerà Canetti in tutta la sua scrittura. La narrazione è una toccante rievocazione dell'infanzia e dell'adolescenza, segnate dalla perdita del padre e dalla discreta presenza materna, che instilla l'amore per la letteratura. Si raccontano anche gli spostamenti in Europa di una famiglia inquieta, dalla natia Rustschuk all'Inghilterra, da Vienna a Zurigo, dove Elias vive "gli unici anni di perfetta felicità", ma il libro si chiude con l'amara premonizione di un ulteriore spostamento. È la storia di una giovinezza complessa, che coinvolge chiunque abbia una sensibilità aperta e un rapporto autentico con il mondo.