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Domenico Scarpa

    Le piccole virtù: Nuova edizione a cura di Domenico Scarpa
    La città e la casa - Nuova edizione a cura di Domenico Scarpa
    I Classici: L'isola del tesoro
    Fine di una storia
    Il treno per Istanbul
    A Touch of Love
    • A Touch of Love

      • 240bladzijden
      • 9 uur lezen
      3,2(724)Tarief

      MODERN FICTION. Robin, a postgrad student in Coventry, has spent four and a half years not writing his thesis. He and his academic colleagues, united by pallor, social ineptitude and sexual inexperience, once spent hours discussing their theories, but they somehow never made it into print. Now his unfinished thesis languishes in a drawer, and Robin hides in his room, increasingly frightened by a world he doesn't understand. His friends have failed him and romance eludes him. His only outlet is his short stories, scribbled in notebooks and expressing his secret obsessions and frustrations. Then, when an unfortunate and embarassing incident in a public park lands him in serious trouble, Robin's life finally spirals out of control.

      A Touch of Love
    • Il treno per Istanbul

      • 352bladzijden
      • 13 uur lezen

      Graham Greene, lo scrittore spia, scelse il treno per Istanbul, rievocante il fascino luccicante dell’Orient Express, per mettere in azione il suo campionario di tipi umani. Il romanzo – un divertimento, come recita il sottotitolo – è del 1932 ed è il primo grande successo di vendite dell’autore. Precede di un anno il giallo allestito sullo stesso mezzo da Agatha Christie con Hercule Poirot. Ma quanto diversi, dagli eleganti signori vendicativi della scrittrice, sono i passeggeri del treno di Greene: «un’umanità spaventata – scrive Antonio Manzini nella Nota a questo volume – insicura, dubbiosa, tragica e dolente». Uomini e donne in viaggio attraverso l’Europa e attraverso le proprie vite: chi per la prima volta di fronte a una specie di amore, chi alle prese con un ultimo riflesso di idealismo; tutti, però, vittime e carnefici di un cinismo generale. Coral, la piccola dolce ballerina di fila, è attesa da una traballante compagnia inglese in Turchia, e intreccia durante il viaggio una relazione sentimentale carica di illusione. Il dottor Czinner, comunista e sognatore, non crede più che la miccia che vuole accendere prenderà e spera solo che il suo sacrificio ambito abbia degna risonanza. Il signor Myatt, ricco ebreo in viaggio d’affari, ha un conto da regolare con un funzionario infedele della ditta, ma sente il vigore del disprezzo razziale che gli cresce intorno. Mabel Warren, cinica giornalista a caccia di uno scoop annibalesco, sa che la sua amante mantenuta Janet la tradirà definitivamente. Il ladro Grünlich approfitta dell’altrui bontà solo per salvarsi la pelle. E via così in un ingarbugliarsi di vite dentro lo spazio affollato degli scompartimenti, mentre il treno scorre sui binari «simile al movimento di una macchina da presa» (Domenico Scarpa, nella Postfazione). E in questo romanzo dall’umorismo impassibile il manovratore di destini Greene è come se leggesse la profezia oscura di quello che accadrà in Europa; nella naturale ineluttabile crudeltà delle persone, nel crescente antisemitismo incontrastato, nel disprezzo esibito dai conformisti verso ogni solidarietà. Chi soccombe del tutto alla fine sono i benintenzionati. <i>Il treno per Istanbul</i> è un classico romanzo <i>entre-deux-guerres</i>. Ma in quei vagoni potrebbe viaggiare benissimo un campione della spaesata umanità di oggi. Lo scavo etico-psicologico, la rappresentazione di una società, costituiscono l’attualità senza tempo dell’opera di Graham Greene.

      Il treno per Istanbul
    • Apparso nel 1984, «La città e la casa» è un romanzo epistolare che racconta la disgregazione della famiglia, la crisi dei ruoli tradizionali, il vuoto drammatico che accompagna la vita dei nostri giorni. La mancanza di virilità, l'assenza della figura paterna, l'insicurezza dei figli compongono i frammenti di un'armonia ormai dispersa in un fitto susseguirsi di eventi spesso drammatici tra Roma, l'Umbria e l'America. Lettera dopo lettera, padri, figli, amici, amanti vengono messi di fronte a se stessi e al loro bisogno di verità. L'autrice ricostruisce le schegge di queste vite e racconta nel consueto stile, asciutto e lirico insieme, la perdita di quel senso di appartenenza che ha il suo simbolo più evidente nella casa: perché «uno le case può venderle o cederle ad altri finché vuole, ma le conserva ugualmente per sempre dentro di sé».

      La città e la casa - Nuova edizione a cura di Domenico Scarpa
    • Questa raccolta di saggi e articoli, scritti in vari anni dalla Ginzburg, affinano e migliorano il suo stile, dimostrando le straordinarie capacità comunicative dell'autrice. Questo libro, pubblicato tra due grandi opere come Le voci della sera e Lessico famigliare, non risulta ridimensionato dall'accostamento con le due opere più celebri della scrittice. Le piccole virtù presenta abbozzi, riflessioni e constatazioni della realtà che circondava la Ginzburg: l'ambiente londinese dove viveva, il suo rapporto con il secondo marito, tra passione e incomprensione, episodi rievocati di un'infanzia e una giovinezza trascorsa da tempo ma mai dimenticate. Il titolo della raccolta, di carattere antifrastico, chiarifica che, per l'autrice, le piccole virtù, che consistono soprattutto in un'ostentato perbenismo e in una bonomia di maniera, sconsiderata e semplicistica, sono le principali cause di incomprensione, semplicioneria, stupidità, dolori e sofferenze. Il tutto ci viene presentato nel consueto stile diretto, immediato ma sapientemente evocativo, con cui la Ginzburg manifestava una dote di ingenuità che riesce ad arrivare al nocciolo delle vicende e dei problemi. Questo stile è capace, con pochi tratteggi, di rievocare atmosfere e ambienti, non solo fisici, ma soprattutto mentali, e questa ingenuo candore misto a acuta ponderatezza riescono a dare a quest'opera il tocco di maestria che tramuta una raccolta di saggi in un grande lavoro artistico.

      Le piccole virtù: Nuova edizione a cura di Domenico Scarpa