Sono comuni le cose degli amici
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Milano, Salani, 2009, 8vo (cm. 21 x 14,5) cartonato con sovraccoperta illustrata a colori e fascetta editoriale, pp. 217 (in ottimo stato) .


Milano, Salani, 2009, 8vo (cm. 21 x 14,5) cartonato con sovraccoperta illustrata a colori e fascetta editoriale, pp. 217 (in ottimo stato) .
Che cosa vuol dire essere uomini? Affrontare gli ostacoli a costo della vita o pianificare ogni mossa? Cercare la verità o manipolarla? Essere Achille o Odisseo? Gli antichi Greci conoscevano bene la distanza caratteriale tra i due eroi: la vita astuta di Odisseo e la morte impulsiva di Achille, la riflessività del maturo contro l’istintività del giovane. Odisseo, con la sua intelligenza duttile, si adatta per superare le difficoltà, mentre Achille, con la sua ferocia, cerca di plasmare la realtà. Odisseo sa aspettare e sopportare per salvarsi; Achille consuma il presente, troppo schietto e collerico per riflettere. Entrambi, però, sono incapaci di confrontarsi con il passato e mostrano fragilità, come tutti noi, in un corpo a corpo con la finitezza. L’eroismo, quindi, è vivere appieno la propria condizione mortale. Attraverso le prospettive di Achille e Odisseo, l’autore esplora due visioni del mondo, radicate nell’immaginario collettivo e in grado di parlare al nostro tempo.