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Franca Genta Bonelli

    Fino all'ultimo uomo
    Quaranta frustate
    Il bambino senza nome
    • Il bambino senza nome

      • 446bladzijden
      • 16 uur lezen

      Mark ha da poco iniziato la sua vita da ricercatore a Oxford quando suo padre Alex bussa alla sua porta con un angoscioso segreto da confessare. I brandelli di quel segreto sono rinchiusi in una logora valigia che custodisce i ricordi evanescenti e ossessionanti che per quasi settant'anni suo padre ha cercato di seppellire sotto il peso dell'oblio, mentre brandelli di immagini confuse riaffioravano dal buco nero della memoria. Tocca a Mark ora aiutare suo padre a ricostruire la sua storia, l'epopea tragica e assurda, incredibile eppure drammaticamente reale, di un bambino bielorusso ebreo di cinque anni che è scampato avventurosamente allo sterminio della sua famiglia e del suo villaggio, ha vagato per nove mesi da solo nei boschi, tra la neve e i lupi, è stato catturato da un'unità lettone filonazista, è stato portato davanti al plotone di esecuzione e lì, le spalle contro il muro della scuola, ha rivolto al sottoufficiale che stava per premere il grilletto una strana, perfetta domanda da bambino: «Puoi darmi un pezzo di pane, prima di spararmi?». È stata quella strana domanda a salvargli la vita, anche se non è bastata a preservarlo dalle beffe del destino. Le SS che decidono di prendere quel bambino dai capelli biondissimi e dagli occhi cerulei come loro mascotte, per farne un modello di soldato bambino da utilizzare per la propaganda. Le giornate trascorse a lustrare scarpe. Ora vuole ricordare Alex, ritrovare le sue radici, la sua famiglia, il suo passato, vuole sapere tutto, anche il suo nome, perché quello con cui è cresciuto, si è sposato, ha generato due figli, Alex Kurzem, non è che il nome falso che gli diedero su un foglio di via.

      Il bambino senza nome
    • Quaranta frustate

      La mia ribellione alla legge degli uomini

      • 191bladzijden
      • 7 uur lezen

      È un giorno di luglio quando Lubna, una giovane giornalista di Khartoum, viene arrestata dalla polizia in un ristorante. Il suo crimine è aver osato portare i pantaloni, un atto che in Sudan, terra della sharia, è considerato oltraggio alla “moralità pubblica” e come tale va punito con quaranta frustate. Lubna e altre quindici donne, colpevoli dello stesso reato, vengono caricate su una camionetta, picchiate, portate in prigione. È un castigo che ogni anno viene inflitto a migliaia di donne, che subiscono in silenzio. Per vergogna. Ma Lubna non ha nessuna intenzione di tacere. «Possono anche darmi 40.000 frustate, ma non starò zitta». Non ha paura di sfidare apertamente l’assurda legge degli uomini. Nata nella città dove il Nilo Bianco e Azzurro si congiungono, orgogliosa del suo faticoso e quotidiano percorso di emancipazione, ci conduce con il suo cuore di donna nel cuore nero di quello che è diventato negli ultimi decenni uno dei paesi più integralisti e misogini di tutto il mondo arabo-islamico, un paese in cui basta rientrare tardi dal negozio di alimentari per essere marchiata come “prostituta”, e la parola di quattro uomini per venire condannata alla lapidazione.

      Quaranta frustate
    • Fino all'ultimo uomo

      • 345bladzijden
      • 13 uur lezen

      In un romanzo considerato un capolavoro della letteratura di guerra, la battaglia della Somme, una delle più terribili carneficine della storia, rivive attraverso gli occhi del soldato semplice Bourne, alter ego dell’autore. L’attenzione è tutta rivolta agli uomini che combattono e muoiono, che marciano fino allo sfinimento, tormentati dai parassiti e dal sudiciume, che attendono nelle retrovie. Le imprecazioni, i pensieri, la paura non concedono nulla all’idealizzazione della vita militare. Il risultato è un profondo, sincero ritratto del soldato semplice di fronte alla terribile prova della guerra. Della Grande guerra e di ogni guerra.

      Fino all'ultimo uomo