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Amleto De Silva

    Metronomi: Degenerati
    Metronomi: Stronzology. Gnoseologia della dipendenza dagli stronzi
    • "Cos'è che abbiamo noi e che manca agli animali? La parola, giusto? E cos'abbiamo noi che gli animali non hanno? Ve lo dico io: gli stronzi". Ti sei chiesto qual è la malattia per cui abbocchi sempre all'amo dello stronzo. Ti sei chiesto se è un problema tuo oppure la cosiddetta sfortuna. Ma ti sei mai chiesto chi sono davvero gli stronzi? Gli stronzi sono tanti milioni di milioni. In famiglia, al lavoro, in treno, al supermercato, a teatro. Ci sono stronzi che ci governano. Sin dai tempi dell'Antica Grecia... "Lo stronzo non è un alieno che arriva e usa violenza all'improvviso. Non è una persona intraprendente come, ad esempio, un rapinatore. Procurarsi un'arma necessita di una certa dose di ingegno e risolutezza. Doti che uno stronzo non possiede. Il rapinatore, poi, è una persona più fedele dello stronzo. È ben difficile che punti l'arma contro suo cugino o un suo amico, cosa che invece lo stronzo fa". "Stronzology" non insegna a sopravvivere agli stronzi. Non ha la pretesa di essere una guida o un manuale per giovani vittime degli stronzi. Perché ad essi, agli stronzi, non si sfugge. Ma si possono riconoscere. Si possono evitare. Si possono smascherare. Amleto de Silva traccia, con umorismo carsico, una mappa filosofica del nostro tragicomico presente.

      Metronomi: Stronzology. Gnoseologia della dipendenza dagli stronzi
    • Metronomi: Degenerati

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      Charles Darwin ci ha abituati a pensare che la specie umana debba evolversi. Tuttavia, aprendo un social network, ci sembra spesso di assistere a un'involuzione, circondati da "neoscimmie", uomini degenerati con i difetti di diverse specie. Amleto De Silva, dopo 'Stronzology', torna con 'Degenerati', un pamphlet ironico e utile che offre un antidoto alla degenerazione: leggere 'Cyrano de Bergerac' e applicarne il metodo. Essere guasconi, alzare la testa e tornare alla guapparia è una pratica antica, ma ancora possibile. La guasconeria non è preclusa a nessuno; basta volerlo. De Silva presenta una serie di guappi eccellenti, intellettuali dalla scrittura forte, come Mario Giacobbe, Roberto Bracco, Ferdinando Russo, Bianciardi e Kurt Vonnegut, modelli di resistenza etica alla mediocrità e rivoluzionari. Bianciardi affermava che per portare la rivoluzione a Milano sarebbero bastati mille uomini che parlavano a voce alta e arrivavano in ritardo, uomini soli con la testa alta e nessuna voglia di obbedire a cretinaggini degenerate. Un manipolo di guasconi ghiassosi, insomma.

      Metronomi: Degenerati