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    Vertigo Black: Barbie deve morire
    • Vertigo Black: Barbie deve morire

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      Delphine scrive musica, veste punk, gioca con il gatto e commette omicidi. Questo è il suo modo di esprimere il disprezzo per il mondo. Nutre un odio profondo per gli uomini, le donne e la società, e un giorno, dopo un tentativo di rapina, decide che l'umanità merita l'estinzione. Con l'aiuto di Narciso, un giovane bello e ricco, Delphine compie omicidi efferati in un'ottica di "contrappasso dantesco". Le sue vittime subiscono torture orribili, come una ragazza costretta a mangiare il proprio grasso. Il romanzo è caratterizzato da uno stile splatter e dalla schizofrenia imprevedibile della protagonista. La scrittura è fluida e ben strutturata, con una profonda analisi psicologica dei personaggi. Delphine è odiosa e il lettore non deve identificarvisi, ma piuttosto disprezzarla. Non è un modello da seguire, ma un esempio da evitare, come si evince dal finale. La narrazione è disturbante, con momenti al limite della decenza e altri che sfiorano il blasfemo. Nonostante il disgusto e l'orrore, il lettore è irresistibilmente attratto dalla storia, come in un film horror che provoca ribrezzo ma che si continua a guardare, spinti da una curiosità macabra e inquietante.

      Vertigo Black: Barbie deve morire2007
      4,0