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Stefano Benni

    12 augustus 1947

    Stefano Benni is een Italiaanse satirische auteur wiens werken worden gevierd om hun unieke mix van humor, fantasie en maatschappijkritiek. Zijn schrijven wordt gekenmerkt door speelse taal, originele metaforen en een onconventioneel perspectief op het dagelijks leven. Lezers waarderen zijn vermogen om de absurditeiten van de moderne tijd met humor en ironie bloot te leggen. Zijn boeken, vaak gevuld met absurde humor en onverwachte wendingen, bieden een onderhoudende maar toch tot nadenken stemmende leeservaring.

    Stefano Benni
    Vintage: La bottiglia magica
    Berlusconis Italien, Italien gegen Berlusconi
    Podivínsko
    The Story of Cyrano de Bergerac
    The Book of Morfeo
    De snelvoetige Achilles
    • The Book of Morfeo

      • 126bladzijden
      • 5 uur lezen

      The story explores Morfeo's struggle with prescription drug addiction, fueled by negligent doctors and predatory pharmaceutical companies. A pivotal moment arises when he confronts his son, prompting a critical examination of his life choices and the consequences of his addiction. This emotional journey highlights themes of family, accountability, and the pervasive impact of substance abuse.

      The Book of Morfeo2021
      5,0
    • Een samenzwering van idioten

      • 493bladzijden
      • 18 uur lezen

      A green hunting cap squeezed the top of a fleshy head, with earflaps and large ears sticking out like turn signals. Meet Ignatius J. Reilly, the tragicomic hero of this tale. At 30, he lives with his mother in New Orleans, writing his magnum opus on hidden Big Chief pads and recounting a traumatic Greyhound journey. His quiet life of tyrannizing his mother is disrupted when Patrolman Mancuso mistakes him for a vagrant, leading to a car accident with his tipsy mother. Suddenly, Ignatius finds himself searching for a job, stumbling through various misadventures. His brief stint as a hotdog vendor fails, and he upends the Levy Pants Company. Along the way, he encounters a cast of colorful characters, including stripper Darlene and her cockatoo, the thwarted retiree Miss Trixie, the flamboyant Dorian Greene, the sinister Miss Lee, and Myrna Minkoff, the woman he loves to hate. The intricate subplots rival those of Dickens, beautifully woven together by the end. Ignatius, selfish and deluded yet larger than life, is a modern-day Quixote facing contemporary giants. His comedic bluster conceals a deep melancholy, making him a poignant figure. John Kennedy Toole, who tragically took his own life in 1969, left behind Ignatius as a fitting tribute to his tormented genius.

      Een samenzwering van idioten2021
      3,9
    • Vintage: La bottiglia magica

      • 269bladzijden
      • 10 uur lezen

      Pin è figlio di un pescatore di nome Jep e spera di diventare ricco emigrando nel Diladalmar. Alina è rinchiusa nel collegio high-tech di Villa Hapatia, il suo sogno è fare la scrittrice. Lui ha un bel nasone e un topo per amico; lei si accompagna a un gatto (wifi) con un largo sorriso. Vi ricordano qualcuno? I loro destini si mescolano grazie alla bottiglia magica che Alina ha affidato all'acqua. È Pin a trovarla e così comincia per entrambi un viaggio di terrore e meraviglia, fatto di incontri rocamboleschi, fughe a perdifiato, prodigiosi capovolgimenti. Pin deve affrontare rapper e fate muscolose, una traversata con scafisti dalle sembianze di un gatto e una volpe, poi tanti altri amici e nemici. Alina, invece, scappando dalla preside Queen Fascion e dal crudele cuoco Monsterchef, nei sotterranei della scuola scopre un terribile segreto: qualcuno vuole cancellare ogni forma di diversità e fantasia. Riusciranno i nostri eroi a incontrarsi e rovesciare un futuro già scritto?

      Vintage: La bottiglia magica2017
      3,5
    • “Di paura si deve morire. Il resto sono piccoli turbamenti, spaventi da salotto. L’abisso non ha comodi gradini" Stefano Benni sfida il racconto di genere e apre la porta dell’orrore. Lo fa con ironia, lo fa attingendo al grottesco, lo fa tuffandosi nel comico, lo fa tastando l’angoscia, lo fa, in omaggio ai suoi maestri, rammentandoci di cosa è fatta la paura. E finisce con il consegnarci una galleria di memorabili mostri. E allora ecco gli adolescenti senza prospettiva o speranza, ecco il Wenge – una creatura misteriosa che semina panico e morte –, ecco il plutocrate russo che vuole sbarazzarsi di un albero secolare, ecco una Madonna che invece di piangere ride, dolcemente sfrontata, ecco il manager che vuole ridimensionare un museo egizio sfidando una mummia vendicativa. Con meravigliosa destrezza Stefano Benni scende negli anfratti del Male per mettere disordine e promettere il brivido più cupo e la risata liberatoria. E in entrambi i casi per accendere l’immaginazione intorno ai mostri che sono i nostri falsi amici, i nostri veleni, le nostre menzogne.

      Universale Economica Feltrinelli - 8815: Cari mostri2016
      3,7
    • Pin è figlio di un pescatore di nome Jep e spera di diventare ricco emigrando nel Diladalmar. Alina è rinchiusa nel collegio high-tech di Villa Hapatia, il suo sogno è fare la scrittrice. Lui ha un bel nasone e un topo per amico; lei si accompagna a un gatto (wifi) con un largo sorriso. Vi ricordano qualcuno? I loro destini si mescolano grazie alla bottiglia magica che Alina ha affidato all'acqua. È Pin a trovarla e così comincia per entrambi un viaggio di terrore e meraviglia, fatto di incontri rocamboleschi, fughe a perdifiato, prodigiosi capovolgimenti. Pin deve affrontare rapper e fate muscolose, una traversata con scafisti dalle sembianze di un gatto e una volpe, poi tanti altri amici e nemici. Alina, invece, scappando dalla preside Queen Fascion e dal crudele cuoco Monsterchef, nei sotterranei della scuola scopre un terribile segreto: qualcuno vuole cancellare ogni forma di diversità e fantasia. Riusciranno i nostri eroi a incontrarsi e rovesciare un futuro già scritto?

      La bottiglia magica2016
      3,6
    • I narratori: Cari mostri

      • 256bladzijden
      • 9 uur lezen

      Stefano Benni sfida il racconto di genere e apre la porta dell’orrore. Lo fa con ironia, lo fa attingendo al grottesco, lo fa tuffandosi nel comico, lo fa tastando l’angoscia, lo fa, in omaggio ai suoi maestri, rammentandoci di cosa è fatta la paura. E finisce con il consegnarci una galleria di memorabili mostri. E allora ecco gli adolescenti senza prospettiva o speranza, ecco il Wenge – una creatura misteriosa che semina panico e morte –, ecco il plutocrate russo che vuole sbarazzarsi di un albero secolare, ecco una Madonna che invece di piangere ride, dolcemente sfrontata, ecco il manager che vuole ridimensionare un museo egizio sfidando una mummia vendicativa. Con meravigliosa destrezza Stefano Benni scende negli anfratti del Male per mettere disordine e promettere il brivido più cupo e la risata liberatoria. E in entrambi i casi per accendere l’immaginazione intorno ai mostri che sono i nostri falsi amici, i nostri veleni, le nostre menzogne. La paura è una grande passione, se è vera deve essere smisurata e crescente. Di paura si deve morire. Il resto sono piccoli turbamenti, spaventi da salotto, schizzi di sangue da pulire con un fazzolettino. L’abisso non ha comodi gradini.

      I narratori: Cari mostri2015
      3,5