Die Tugend der Heuchelei
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Nadia Urbinati is een Italiaanse politicoloog en professor aan de Columbia University. Haar werk duikt in de analyse van politieke theorieën en hun toepassing in de hedendaagse wereld. Ze onderzoekt kwesties van democratie, soevereiniteit en burgerschap, met de nadruk op de historische en filosofische wortels van deze concepten. Haar aanpak biedt diepgaande inzichten in de complexiteit van politiek denken en de relevantie ervan voor huidige uitdagingen.






The book explores the emerging concept of the lottocratic mentality, which promotes a novel approach to governance through citizens' assemblies. This idea is gaining traction in public discourse and aims to unite democratic and nondemocratic systems by advocating for problem-solving assemblies that operate independently of electoral competition. The authors delve into how this mindset could reshape global governance and enhance civic participation.
Populism is explored as a form of governance characterized by a direct connection between leaders and their supporters, identified as the "good" people. Nadia Urbinati blends historical context, theoretical insights, and contemporary examples to clarify the often-misunderstood nature of populism and its complex relationship with democracy.
Tato kniha je příspěvkem k debatě o současné krizi demokracie a možnostech jejího řešení. Autorka toto téma uchopuje prostřednictvím rozboru demokratických znetvoření, která nejsou kritikami demokracie samotné, ale spíše nezdařilými teoretickými a praktickými pokusy o její nápravu. Hovoří o třech znetvořeních: epistemickém, populistickém a plebiscitářském; všechna tato znetvoření mají společné to, že deformují procedurální povahu demokracie a tím snižují schopnost občanů ovlivňovat veřejné rozhodování. Publikace je zároveň přesvědčivou obhajobou reprezentativní demokracie řešící aktuální otázku nebezpečí koncentrace mediálního vlastnictví. Představuje inovativní akademický text se schopností srozumitelně se vyjádřit a zaujmout stanovisko k řadě závažných problémů současných liberálnědemokratických režimů, které lze pozorovat i v České republice.
La relazione tra libertà ed eguaglianza è il nodo tematico cruciale per intendere il significato dell'individualismo nella democrazia moderna e non confondere il senso di indipendenza personale con l'egoismo e l'indifferenza verso le sorti della società. La modernità come cultura dell'individualità (e perciò dei diritti) e la modernità come individualismo economico e tecnica del potere: questa dicotomia ha fatto da cornice alla nascita della democrazia a partire dal Sei-Settecento. Ha anche reso complessa la critica all'individualismo, il cui opposto non è solamente una società cetuale e antimoderna. L'individualismo democratico è l'alternativa più coerente all'ideologia individualista perché è una cultura politica e morale di rispetto della persona, dei suoi diritti e della sua fondamentale eguaglianza. Il suo opposto non è soltanto un mondo strutturato per gerarchie, ma anche un modo di concepire la società moderna come dominio del privato. L'individualismo non denota la fine della politica, ma invece un modo di concepire la sfera pubblica come la sede dove si creano diritti, regole e istituzioni per riuscire a condividere i beni comuni e apprendere a rispettarsi quando interessi e idee divergono, senza cercare né la fuga dalla politica né la sua subordinazione ai voleri e alle passioni del privato.
Nel 1945, dopo la fine della guerra mondiale e della guerra civile, Norberto Bobbio pubblica un'antologia del pensiero di Carlo Cattaneo. Il filosofo torinese, parte del Partito d’azione, vede per l'Italia post-fascista un compito di rifondazione politica e ideale, basato su una nuova forma di solidarietà democratica. Bobbio sottolinea l'importanza di riscoprire il federalismo civile di Cattaneo, il cui nome è legato alla storia del Risorgimento e alla fortuna del federalismo. Cattaneo credeva che uno Stato unitario fosse intrinsecamente autoritario, soffocando le autonomie e le iniziative libere; per lui, l'unità nella pluralità rappresentava l'unica vera garanzia di libertà. Questo federalismo, profondamente solidale e riformatore, mirava a unire le componenti territoriali della nazione, riprendendo la tradizione municipalistica e l'idea delle città come "principio ideale della storia italiana". Sebbene quell'idea fosse stata sconfitta nel Risorgimento, essa riemerse nella storia successiva. È fondamentale non lasciarla in mano a chi potrebbe trasformarla in una bandiera regressiva, legata a egoismi territoriali e chiusure illiberali.