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Umberto Galimberti

    2 mei 1942

    Deze auteur duikt in diepgaande vragen over het menselijk bestaan door de lens van culturele antropologie en de geschiedfilosofie. Zijn werk onderzoekt fundamentele principes van menselijke kennis en de aard van waarheid. Hij verkent ook de invloed van grote filosofische ideeën op ons wereldbeeld. Zijn interdisciplinaire benadering biedt een uniek perspectief op de complexiteit van menselijke ervaring en geschiedenis.

    Tempesta! 50 emozioni Raccantate al ragazzi
    Perché?
    Il libro delle emozioni
    L'ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani
    Le cose dell'amore
    Znepokojivý host : nihilismus a mládež
    • Kniha Znepokojivý host: Nihilismus a mládež je první prací italského psychologa a filosofa Umberta Galimbertiho (nar. 1942), která vychází v češtině. Jejím ústředním tématem jsou kulturní příčiny a důsledky hodnotové neukotvenosti mladých lidí v západním světě. Galimberti předkládá mrazivou analýzu kritického stavu, v němž se vnitřní svět mladého člověka v naší společnosti nachází, ale nabízí také - byť pouze v náznacích - možná východiska. Práce je uvedena kritickou studií Zdenky Sokolíčkové.

      Znepokojivý host : nihilismus a mládež
    • L'eros declinato in tutte le sue "figure". L'attrazione, il corteggiamento, la seduzione, il tradimento, la separazione, la solitudine, l'onanismo. Gli "enigmi dell'amore" rivisitati, alla luce del tempo che chiamiamo nostro, da un grande filosofo morale.

      Le cose dell'amore
    • Un libro sui giovani, perché essi, anche se non sempre ne sono consapevoli, stanno male. Non si tratta solo delle consuete crisi esistenziali, ma di un inquietante ospite, il nichilismo, che penetra nei loro sentimenti, confonde i pensieri, cancella prospettive e fiacca la loro anima. Le famiglie si preoccupano, mentre la scuola sembra impotente. Solo il mercato si interessa a loro, guidandoli verso il divertimento e il consumo, dove ciò che si consuma è la loro vita, incapace di proiettarsi verso un futuro promettente. Se il disagio non è individuale, la sua origine è culturale, rendendo inefficaci i rimedi della nostra cultura, sia religiosi che illuministi. La 'ragione strumentale' garantisce solo il progresso tecnico, senza ampliare l'orizzonte di senso, a causa della mancanza di pensiero e della aridità del sentimento. Esiste una via d'uscita? Si può allontanare l'ospite inquietante? Sì, se insegniamo ai giovani l''arte del vivere', come dicevano i Greci, che implica riconoscere e sviluppare le proprie capacità. Se, attraverso il nichilismo, i giovani, opportunamente supportati, riuscissero a compiere questo primo passo verso la curiosità e l'amore per sé stessi, l'"ospite inquietante" non sarebbe passato invano.

      L'ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani
    • Perché?

      100 storie di filosofi per ragazzi curiosi

      • 223bladzijden
      • 8 uur lezen

      Storie per lettori curiosi, svegli, ribelli, che non si accontentano delle risposte preconfezionate, ma vogliono ragionare con la propria testa. Se pensate che la filosofia sia qualcosa di noioso e astratto, e i filosofi persone che vivono fuori dal mondo, questo libro vi dimostrerà il contrario. Attraverso le storie di cento filosofi e pensatori di ogni epoca e luogo, scoprirete che la filosofia è più viva e concreta che mai. Una scatola vuota non contiene niente o contiene qualcosa che si chiama "vuoto"? Provate a riempirla di sabbia e a percuoterla: che cosa udite? E se invece la svuotate dalla sabbia, percuotendola che cosa udite? Partendo da esperienze e ragionamenti accessibili anche ai bambini, ogni storia ci lancia una piccola sfida, alla quale potremo rispondere utilizzando i ragionamenti di un grande filosofo. Insieme a Socrate, Ipazia, Kant, Voltaire e altri loro 96 colleghi di ogni epoca e luogo impareremo a riflettere sui temi più svariati, dagli eventi naturali alla natura umana, dal linguaggio all'amore, all'esistenza di Dio. Età di lettura: da 8 anni.

      Perché?
    • L’Occidente ha due radici: il mondo greco e la tradizione giudaico-cristiana. Per quanto dischiudano orizzonti completamente diversi, entrambi descrivono un mondo dotato di ordine e stabilità. Ma noi viviamo nell’età della tecnica. È finito l’incanto del mondo tipico degli antichi. È finito anche il disincanto dei moderni, che ancora agivano secondo un orizzonte di senso e un fine. La tecnica non tende a uno scopo, non apre scenari di salvezza, non svela la verità: la tecnica funziona. L’etica, come forma dell’agire in vista di fini, celebra la sua impotenza. Il mondo è ora regolato dal fare come pura produzione di risultati.L’unica etica possibile, scrive Umberto Galimberti, è quella del viandante. A differenza del viaggiatore, il viandante non ha meta. Il suo percorso nomade, tutt’altro che un’anarchica erranza, si fa carico dell’assenza di uno scopo. Il viandante spinge avanti i suoi passi, ma non più con l’intenzione di trovare qualcosa, la casa, la patria, l’amore, la verità, la salvezza. Cammina per non perdere le figure del paesaggio.

      L'etica del viandante
    • I miti del nostro tempo

      • 406bladzijden
      • 15 uur lezen

      Giovinezza e intelligenza, felicità e amore materno. E poi moda e tecnica, sicurezza e potere e ancora mercato, crescita economica, nuove tecnologie... Sono i miti del nostro tempo, le idee che più di altre ci pervadono e ci plasmano come individui e come società. Quelle che la pubblicità e i mezzi di comunicazione di massa propongono come valori e impongono come pratiche sociali, fornendo loro un linguaggio che le rende appetibili e desiderabili. I miti sono idee che ci possiedono e ci governano con mezzi che non sono logici, ma psicologici, e quindi radicati nel profondo della nostra anima. Sono idee che noi abbiamo mitizzato perché non danno problemi, facilitano il giudizio, in una parola ci rassicurano. Eppure occorre risvegliarsi dalla quiete apparente delle nostre idee mitizzate, perché molte sofferenze, molti disturbi, molti malesseri nascono proprio dalle idee che, comodamente accovacciate nella pigrizia del nostro pensiero, non ci consentono più di comprendere il mondo in cui viviamo. Per recuperare la nostra presenza al mondo dobbiamo allora rivisitare i nostri miti, sia quelli individuali sia quelli collettivi, dobbiamo sottoporli al vaglio della critica, perché i nostri problemi sono dentro la nostra vita, e la nostra vita vuole che si curino le idee con cui la interpretiamo.

      I miti del nostro tempo
    • I contributi di Husserl, Heidegger e Jaspers vengono richiamati in questo volume per chiarire la posizione epistemologica della psicologia, che mira alla "comprensione" dell'uomo piuttosto che alla "spiegazione" del suo comportamento. Questa distinzione implica che non si possano applicare senza cautela i modelli e i metodi delle scienze naturali all'ambito umano, evitando così di ridurre l'uomo a un semplice evento naturale, come fatto dalla psichiatria classica e dalla psicoanalisi, in contrasto con la pratica terapeutica. Sostituendo il dualismo cartesiano con una visione fenomenologica che si concentra sull'immediatezza del mondo della vita, la psicologia deve descrivere le relazioni evidenti tra corpo e mondo, e le significazioni che esse esprimono, piuttosto che spiegare i complessi rapporti tra psiche e corporeità. Per una psicologia fondata fenomenologicamente, sia il "sano" che l'"alienato" appartengono allo stesso mondo, anche se l'alienato vive con strutture percettive e comportamentali diverse. Qui, la differenza non rappresenta una "dis-funzione", ma una "funzione" di una specifica strutturazione esistenziale, ovvero un modo di essere-nel-mondo e di progettare, nonostante le difficoltà.

      Psichiatria e fenomenologia
    • Opere

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      Opere