Tommaso Landolfi Boeken
Tommaso Landolfi was een Italiaanse auteur wiens groteske verhalen en romans de grenzen tussen speculatieve fictie, sciencefiction en realisme vervagen. Zijn werken nemen een unieke en onorthodoxe positie in onder Italiaanse schrijvers, gekenmerkt door een ongebruikelijke verbeelding en een verkenning van het vreemde. Landolfi's stijl kenmerkt zich door zijn duistere ironie en een diepe interesse in de absurditeiten van het menselijk bestaan. Zijn unieke literaire stem resoneert bij lezers die gedurfde en onconventionele verhalen waarderen.







Le più belle pagine scelte da Italo Calvino
- 552bladzijden
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Nel 1982, muovendo dalla constatazione che Landolfi ebbe in sommo grado «la dote di catturare l’attenzione e la meraviglia del lettore» ma accompagnata da una «fama d’impraticabilità e stranezza», Italo Calvino si cimentò nell’ardua impresa di allestire un invito alla lettura sotto forma di antologia. Dopo aver setacciato le raccolte pubblicate da Landolfi nell’arco di oltre quarant’anni, Calvino scelse da ultimo cinquantatré testi. Organizzati in sette sezioni che corrispondono ad altrettanti luminosi spunti critici – «Racconti fantastici», «Racconti ossessivi», «Racconti dell’orrido», «Tra autobiografia e invenzione», «L’amore e il nulla», «Piccoli trattati», «Le parole e lo scrivere» –, essi consentono di cogliere in tutte le sue rifrazioni un’opera sconcertante. E soprattutto di cogliere il vero Landolfi, quello che «sperpera le sue puntate d’un colpo o le ritira bruscamente dal tavolo col gesto allucinato del giocatore».
Rozprava o vyšších systémech aneb Švábí moře
- 294bladzijden
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Reprezentativní výběr emotivně fantaskních povídek významného italského prozaika. Uspořádala, doslovem doprovodila a z italštiny přeložila Anna Kareninová.
Cancro Regina
- 119bladzijden
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Tommaso Landolfi, ein Mesiter der phantastischen Kurzgeschichte.
Rien va
- 287bladzijden
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«Rien va» ist der zweite Band der Tagebücher Landolfis nach «LA BIERE DU PECHEUR». Die Niederschrift dieses über zwei Jahre geführten Tagebuchs scheint ausgelöst durch den Schock, den die Geburt seiner Tochter in dem fast Fünfzigjährigen auslöste. Der kleine Körper der Neugeborenen erinnert ihn an den schrecklichen kleinen Körper seiner gerade verstorbenen Tante. Vor beiden verspürte er Angst: «Um mich zitterte ich, denn innerhalb kurzer Zeit werde ich denselben Weg zu gehen gezwungen sein, und ich bin darauf in keiner Weise vorbereitet.» Leben und Tod werden, wie im sprachspielerischen (grammatikalisch bewußt falsch gewählten) Titel, miteinander verschränkt. Rien va setzt der spielbesessene Autor gegen den Schicksalssatz des Croupiers, den er im Casino von San Remo sein Leben lang hörte. Die Landolfischen Themen, Todesbesessenheit und Spielleidenschaft, Liebesunfähigkeit und die zentrale Abscheu vor der Realität, die Todsünde der «Acedia», des Überdrusses, färben den Horizont dieser Reflexionen dunkel. Aber immer wieder hellt ihn das «erworbene» Gefühl der Vaterschaft auf, das in unaufhebbarem Widerstreit liegt zu seiner Misanthropie. Mit «Rien va» wird die siebenbändige deutsche Werkausgabe Tommaso Landolfis abgeschlossen.
Děj se odehrává na konci druhé světové války a prolíná se v něm tvrdá realita válečné doby s pohádkovým tajemnem: voják nachází úkryt v domě, který se mu zdá na první pohled opuštěný, ale postupně zjišťuje, že tajné komnaty skrývají pečlivě střežené tajemství. Předmluvu k prvnímu vydání napsal Carlo Bo a o Landolfim zde říká, že je „samotář, jeden z těch, kdo žijí na ostrově a čas od času svěřují moři malá poselství, jakási napůl výsměšná a napůl zoufalá divertimenta…“
Il naso. Il ritratto
- 256bladzijden
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Testo originale a fronte. Due novelle, tra quelle raccolte sotto il titolo tradizionale (non d'autore) di "Racconti di Pietroburgo", dominate dalla medesima atmosfera enigmatica, inquietante. Nella gelida città della Nevà e delle Prospettive, Gogol' sviluppa i motivi che gli sono cari: il mistero del rapporto tra anima e corpo, l'influenza (autentica? immaginaria?) di forze sovrannaturali sul mondo reale, sulla sfilata dei suoi indimenticabili personaggi "cinerei", "gente che col suo vestito, colla sua faccia, coi suoi capelli e coi suoi occhi ha un aspetto come appannato,... come che non sia una giornata di tempesta né di sole ma semplicemente così, né l'una cosa né l'altra". Racconti che, nel corso del secolo e mezzo che ci separa dalla loro composizione, sono stati in vario modo interpretati, secondo dettami di ordine onirico, demonologico, fantastico o meramente sociologico e culturale: purché sempre e comunque si chini il capo dinanzi all'altissima arte gogoliana, al suo procedere per "simboli", per categorie eterne. Così il sussiegoso Kovaljov, che perde il naso, e lo sfortunato Certkov, del quale è invece l'anima a perdersi, frange sfilacciate nella più vasta visione della condizione umana, spaventose testimonianze d'un incolmabile baratro sentimentale e psicologico.
Le due zitelle
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