Laura MancinelliVolgorde van de boeken (chronologisch)
18 december 1933 – 7 juli 2016
Laura Mancinelli was een Italiaanse germaniste, mediëviste en schrijfster. Haar werk kenmerkt zich door een diepgaand begrip van historische perioden en meeslepende verhalen die de lezer naar het verleden transporteren. Als universitair professor en vertaalster bracht ze haar passie voor geschiedenis en literatuur over in haar fictie, waarmee ze werken creëerde die zowel informatief als boeiend zijn. Mancinelli's benadering bood een unieke lens om historische vertellingen met academische diepgang en verhalende flair te verkennen.
Fra visioni di santi e piccoli intrighi di paese, in una sera d'aprile del 1707 ha inizio questa storia di dame, preti e attori girovaghi, ambientata fra le montagne della valle di Susa, nella minuscola cittadina di Exilles.
Un giovane principe e un vecchio abate leggono il Cantico dei Cantici, sognando la quiete dolce del Libano. Il giovane principe ha una sorte già scritta: diventare l'uomo più potente della terra a prezzo di un'infelicità senza fine. Il principe scalzo racconta il tormentato regno di Enrico IV, le lotte per la successione al trono, il conflitto dell'imperatore contro il più irriducibile dei suoi nemici, papa Gregorio VII. E proprio nel narrare la piú nota delle pubbliche umiliazioni, Laura Mancinelli immagina una variante romanzesca che fa di Matilde di Canossa un'amante enigmatica e sensuale, l'unico vero amore della vita di Enrico. Un romanzo pieno di malinconia e solitudine, dove il sogno di una felicità non è più possibile, lontano e impalpabile come il Libano del Cantico dei Cantici.
Un giovane principe e un vecchio abate leggono il Cantico dei Cantici, sognando la quiete dolce del Libano. Il giovane principe ha una sorte già scritta: diventare l'uomo più potente della terra a prezzo di un'infelicità senza fine. Il principe scalzo racconta il tormentato regno di Enrico IV, le lotte per la successione al trono, il conflitto dell'imperatore contro il più irriducibile dei suoi nemici, papa Gregorio VII. E proprio nel narrare la piú nota delle pubbliche umiliazioni, Laura Mancinelli immagina una variante romanzesca che fa di Matilde di Canossa un'amante enigmatica e sensuale, l'unico vero amore della vita di Enrico. Un romanzo pieno di malinconia e solitudine, dove il sogno di una felicità non è più possibile, lontano e impalpabile come il Libano del Cantico dei Cantici.
Guidati dai saggi consigli del Mago Merlino, tre cavalieri molto diversi tra loro partono alla ricerca del Santo Graal: Galvano è attratto irresistibilmente dall'amore, Perceval tende al rigore mistico, Galaad è uomo di accese fantasie. Dopo tante avventure, si ritroveranno in un castello per raccontare le loro imprese, e offrirsi al giudizio di una sorta di tribunale che dovrà decidere chi tra loro sarà degno di diventare il «re del Graal», il regno della bontà e della giustizia. Così, uno dei grandi miti della cultura dell'Occidente cristiano viene rivisitato con garbo sorridente, e diventa un invito ad abbandonarsi ai piaceri della fantasia, alla seduzione degli intrecci e alle raffinate atmosfere della vita di Corte.Studiosa del mondo medievale, Laura Mancinelli si è ispirata alle leggende cavalleresche per reinventarle liberamente in un racconto destinato ai lettori di tutte le età.
Il miracolo di santa Odilia. Gli occhi dell'imperatore
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Un feudatario eredita un castello con la clausola di mantener fede a un maligno obbligo di castità. Dodici abati si assumono l'incarico di vegliare sull'osservanza dell'impegno, ma scompaiono tutti in una successione di morti misteriose, vittime di banali ed emblematici incidenti. Madonne belle e spregiudicate, castellane e pretesse, filosofi inquisiti dal tribunale ecclesiastico, scudieri e monaci, diavoli e magie sulfuree, letture testamentarie e tentazioni carnali, audaciee santi tatragoni e poi ancora... la bella Maravì insonne d'amore, nostalgie, cavalcate serotine, inventori e chirurghi dei trapianti in odore di eresia e persino un bambino e il suo gatto Mirò. Siamo in un tardo Medioevo maliziosamente ingenuo che sembra vero ma forse non lo è, tra memoria iconografica, situazioni fiabesche e, sottesi, i problemi di ogni tempo e proiezioni autobiografiche. Un romanzo divertente e colto, scintillante di invenzioni, di sensualità e arguzia, in cui l'autrice approda a una visione fantastica e affettuosamente ironica della realtà espressa con inventiva linguistica e retorica non ignara della parafrasi e della parodia.