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Francesco Guccini

    14 juni 1940

    Francesco Guccini is een van de belangrijkste Italiaanse Cantautori, gevierd om de poëtische en literaire diepte van zijn teksten, die zelfs in het onderwijs worden erkend als moderne poëzie. Naast zijn muziekcarrière is Guccini ook romanschrijver, auteur van autobiografische en noir-romans, en een beeldend kunstenaar bekend om zijn stripverhalen. Zijn onderscheidende stijl en intellectuele benadering hebben hem gevestigd als een iconische figuur, die zowel critici als fans diep raakt.

    Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto
    Vacca d'un cane
    Tre cene (l'ultima invero è un pranzo)
    Cittanòva blues
    Trübe Aussichten
    Schlechte Saison
    • Schlechte Saison

      • 348bladzijden
      • 13 uur lezen
      4,0(1)Tarief

      Als der alte Wilderer Adùmas im Wald ein Wildschwein mit einem Fuß im Maul vorbeilaufen sieht, glauben die Bewohner des Bergdorfs im Apennin an eine Alkolhol-Fantasie. Doch dann werden zwei Mitarbeiter einer Baufirma ermordet aufgefunden. Forstinspektor Marco Gherardini beschließt kurzerhand, Ordnung in seinen Wald zu bringen, und sieht sich bald großer Gefahr ausgesetzt.

      Schlechte Saison
    • Der Geologe Pierluigi Antonelli hat sich in dem kleinen Bergdorf Casedisopra einquartiert, um, wie er den neugierigen Einheimischen erklärt, an einem offiziellen Gutachten zur Bodenbeschaffenheit der Umgebung zu arbeiten. Eines Tages ist er spurlos verschwunden. Als wenig später bei Aufräumarbeiten nach einem Erdrutsch seine Leiche gefunden wird, nimmt sich Marco Gherardini, Inspektor der Forstpolizei, des Falls an. Die Obduktion ergibt, dass Antonelli erschlagen wurde. Was hatte er in dem Bergdorf wirklich zu suchen?

      Trübe Aussichten
    • Con il suo stile ricco di echi e di sfumature, ora lirico e ora comico, Francesco Guccini racconta la vita picaresca dei ragazzi e delle ragazze nella Bologna fine anni '50 e inizio anni '70, con tutti i loro luoghi, i loro miti e i loro sogni: la prima Cinquecento, la naia, le osterie dove si fa mattino a parlare di musica e poesia davanti a un bicchiere di vino, i viaggi, i primi complessi e i primi amori... Ma la protagonista è lei, quella Bologna "Parigi in minore" che fa da sfondo all'educazione sentimentale del protagonista: grande e umana, simbolo di un tempo e una cultura in cui tutti i sogni sembravano possibili. È un canto, quello di Guccini, su una città, un'epoca e un mondo che non ci sono più. Un canto dal respiro ampio, felice, liberatorio, come quello del blues, che offre il ritratto di una generazione che ha molto lottato, molto sognato e molto sbagliato e che si ritroverà in una foto nient'affatto in posa.

      Cittanòva blues
    • Accompagnati dalla voce di Francesco Guccini, seguiamo gli amici protagonisti in una notte d'inverno, mentre la neve cade, fino alla prima delle locande dove trascorreranno una notte di buon cibo e molto vino, di risate e un po' d'amore; una di quelle notti in cui l'amicizia e la sazietà aiutano a non ascoltare i presagi della vita che corre. Questa prima cena ha luogo prima dell'ultima guerra nell'Appennino tra Bologna e Pistoia, la successiva ci racconta lo stesso mondo quarant'anni dopo, l'ultima #x96; che non è invero una cena, bensì un pranzo di mezza estate che si protrae fino a un grande falò notturno #x96; si svolge nel giorno di un'eclissi di sole. Dai poveri anni Trenta alla disillusa fine del Novecento, passando dalle speranze dei Settanta, nelle tre compagnie di amici che si avvicendano, nei loro scherzi, nelle loro sbronze, nei cibi che scelgono di mangiare ritroviamo il sapore del nostro passato e rileggiamo noi stessi con divertimento e malinconia. Francesco Guccini inanella tre storie che diventano una sola e dà vita a nuovi, memorabili, bizzarri eroi della sua epica del tempo perduto

      Tre cene (l'ultima invero è un pranzo)
    • Dalla campagna Francesco si trasferisce in città. Arriva in una stazione sconosciuta e in una casa nuova, dove impara una nuova pronuncia per non essere straniero, perché in città sono tutti signori e i padri d'inverno indossano i cappotti. Il futuro è la nuova periferia. La nebbia, la Padania con i suoi cibi e bevande, zamponi e lambruschi, e poi la scuola con il bidello, le tabelline di Suor Carmelina che porta tutti in chiesa, Coppi e Bartali, i primi balli, i 45 e i 33, il gruppo col quale suonare nelle balere, basso, chitarra e sax. Storie, personaggi e ricordi formano una saga popolare-contadina con un linguaggio assai curioso e sanguigno.

      Vacca d'un cane
    • Radici è uno dei primi album di Francesco Guccini, e rappresenta il cuore della sua ispirazione artistica. Le radici lo legano a Pavana, un piccolo paese tra Emilia e Toscana, dove si trova il mulino di famiglia, un luogo ormai quasi disabitato e silenzioso. Qui, il narratore evoca i suoni di un tempo lontano, quando la montagna era viva e accogliente per chi la rispettava. Rinascono così personaggi, mestieri e speranze: gli artigiani al lavoro, i primi sguardi scambiati con le ragazze in vacanza, i giochi e i frutti della terra, creando un orizzonte piccolo ma aperto all'infinito della fantasia. Tra elegia e ballata, queste pagine cercano le parole giuste per nominare ricordi e persone del passato; la malinconia è temperata dalla capacità di sorridere delle cose umane e dalla precisione con cui vengono rievocati gesti e atmosfere di vite non illustri ma significative. Anche se Francesco Guccini non canta più, la sua voce si leva di nuovo, alta e piena di poesia, per offrirci un'opera che è testamento e testimone, in attesa di una nuova aurora.

      Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto
    • Dizionario delle cose perdute

      • 142bladzijden
      • 5 uur lezen

      C'era una volta... già, cosa c'era una volta? Una volta, c'era la banana: non il frutto amato dai bambini, bensì l'acconciatura arrotolata che proprio i bimbi subivano e detestavano ma che veniva considerata imprescindibile dai loro genitori. I quali, per bere un buon espresso, dovevano entrare al bar e chiedere un "caffè caffè", altrimenti si sarebbero trovati a sorbire un caffè d'orzo. Una volta, per scrivere, non c'erano sms o e-mail, ma si doveva dichiarare guerra ai pennini e uscire da scuola imbrattati d'inchiostro da capo a piedi. Una volta, si poteva andare dal tabacchino, comprare una sigaretta - una sola - e fumarsela dove meglio pareva: non c'erano divieti, e i non fumatori erano una gran brutta razza. Una volta, i bambini non cambiavano guardaroba a ogni stagione, andavano in giro con le braghe corte anche d'inverno e - per assurdo contrappasso - col costume di lana d'estate. Una volta, la Playstation non c'era, si giocava tutto il giorno per strada e forse ci si divertiva anche di più. Una volta, al cinema pioveva... Con un poco di nostalgia, ma soprattutto con la poesia e l'ironia della sua prosa, Francesco Guccini posa il suo sguardo sornione su oggetti, situazioni, emozioni di un passato che è di ciascuno di noi, ma che rischia di andare perduto, sepolto nella soffitta del tempo insieme al telefono di bachelite e alla pompetta del Flit. Un viaggio nella vita di ieri che si legge come un romanzo: per scoprire che l'archeologia "vicina" di noi stessi ci commuove, ci diverte, parla di come siamo diventati.

      Dizionario delle cose perdute
    • Volti, oggetti, odori, suoni sono i protagonisti di queste pagine. Ma anche l'America (quella sognata e quella vista), l'Italia (della guerra, del boom, del Sessantotto, di oggi), i fumetti, le parole. Capiterà di incontrare Chaplin e astuti cercatori di funghi, Pasolini e avvocati stregati dal jazz, Dylan e montanari che citano Dante, un ragazzino che si ribella alla timidezza e un altro che insegue indiani e cowboy per le praterie dell'Appennino pistoiese, una vecchia radio sempre sul punto di esplodere, più pericolosa di una molotov, e un insegnante di spagnolo inguaiato dall'ipocrisia del politically correct. Giocando al gioco della memoria, Guccini e Cerami hanno ripercorso la loro storia.

      Storia di altre storie
    • Un disco dei Platters

      Romanzo di un maresciallo e una regina

      • 322bladzijden
      • 12 uur lezen

      Il maresciallo Santovito, spinto dalla nostalgia, torna in un paese dell'Appennino tosco-emiliano dove aveva indagato su un'intricata serie di delitti. Il suo arrivo coincide con due morti misteriose e altri fatti inquietanti che lo costringono, anche se controvoglia, a gettarsi nella mischia.Un giallo avvincente che ha per sfondo un pezzo d'Italia eterna e datata, vicinissima e lontana.

      Un disco dei Platters