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«L'importanza che Benjamin attribuiva a L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica (e da ciò l'esigenza di una edizione come questa, che finalmente permettesse di comprendere nel loro insieme la sua genesi e tutte le sue "varianti") risulta evidente dalla nota lettera a Kraft del dicembre del 1935: egli afferma con enfasi di ritenere di avervi fissato la cifra dell'"ora del destino" che è scoccata per l'arte. Non può trattarsi, quindi, di una semplice fenomenologia delle piú recenti tendenze, né dell'apprezzamento del loro carattere rivoluzionario rispetto alla espressione artistica tradizionale, e neppure di una teoria delle nuove Muse: fotografia e cinema. L'ambizione è incomparabilmente maggiore: si tratta di comprendere la crisi del fatto artistico, dell'arte in quanto tale, di una filosofia della crisi dell'arte, destinata, per ciò stesso, ad assumere i toni di una vera e propria filosofia della storia».
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L' opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica, Walter Benjamin
- Taal
- Jaar van publicatie
- 2014
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- (Paperback)
Betaalmethoden
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- Taal
- Italiaans
- Auteurs
- Walter Benjamin
- Uitgever
- Einaudi
- Jaar van publicatie
- 2014
- Formaat
- Paperback
- Aantal pagina's
- 160
- ISBN10
- 8806222120
- ISBN13
- 9788806222123
- Reeks
- Tags
- Non-fictie, Sociale Wetenschappen, Kunst / Cultuur, Waargebeurde verhalen, Politicologie & Politiek, Filosofisch thema, Kunst, Fotograferen, Politiek, Filosofie, Oorlogsproza, Oorlogen, Filmthema, Film, Opiniejournalistiek & Essays, Cadeaus voor Opa, Geschiedenis en theorie van de kunst, Wetenschappelijke literatuur, Kunstgeschiedenis, Wetenschappelijke Theorien, Fotografie, Hogeschool, universiteit, Media en communicatie, Communisme, Verhandeling, Kunsttheorie, Aura
- Beoordeling
- 4,1 van 5
- Aantekening
- «L'importanza che Benjamin attribuiva a L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica (e da ciò l'esigenza di una edizione come questa, che finalmente permettesse di comprendere nel loro insieme la sua genesi e tutte le sue "varianti") risulta evidente dalla nota lettera a Kraft del dicembre del 1935: egli afferma con enfasi di ritenere di avervi fissato la cifra dell'"ora del destino" che è scoccata per l'arte. Non può trattarsi, quindi, di una semplice fenomenologia delle piú recenti tendenze, né dell'apprezzamento del loro carattere rivoluzionario rispetto alla espressione artistica tradizionale, e neppure di una teoria delle nuove Muse: fotografia e cinema. L'ambizione è incomparabilmente maggiore: si tratta di comprendere la crisi del fatto artistico, dell'arte in quanto tale, di una filosofia della crisi dell'arte, destinata, per ciò stesso, ad assumere i toni di una vera e propria filosofia della storia».

