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Questo trattatello venne elaborato «come un pulito preparato anatomico» per dare una sistemazione formale agli «artifici disonesti ricorrenti nelle dispute». Schopenhauer fornisce trentotto stratagemmi, leciti e illeciti, a cui ricorrere per «ottenere» ragione: per difenderla quando la si ha, e per farsela dare quando sta dalla parte dell’avversario. Con freddezza classificatoria Schopenhauer ci indica «le vie traverse e i trucchi di cui si serve l’ordinaria natura umana per celare i suoi difetti». Ma, nello stesso tempo, si tratta di un testo che si situa in un crocevia del pensiero moderno: negli stessi anni in cui Hegel indicava nella dialettica la via per giungere al culmine dello Spirito, il suo irriducibile antagonista Schopenhauer la raccomandava come fioretto da impugnare in quella «scherma spirituale» che è il discutere, senza badare alla verità. Le ragioni sottintese in questo duro contrasto sono illustrate nel saggio di Franco Volpi che accompagna il testo.
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L' arte di ottenere ragione, Arthur Schopenhauer
- Taal
- Jaar van publicatie
- 1993
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- (Paperback)
Betaalmethoden
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- Taal
- Italiaans
- Auteurs
- Arthur Schopenhauer
- Uitgever
- Spiga Meravigli
- Jaar van publicatie
- 1993
- Formaat
- Paperback
- ISBN10
- 8871003721
- ISBN13
- 9788871003726
- Reeks
- Tags
- Non-fictie, Sociale Wetenschappen, Zelfhulp, Politicologie & Politiek, Psychologische thema’s, Filosofisch thema, Handleidingen en Gidsen, Persoonlijke ontwikkeling, Politiek, Duitse literatuur, Cadeaus voor Opa, Communicatie, Retoriek, Dialectiek, Argumentatie
- Eerste editie
- 1831
- Oorspronkelijke titel
- Eristische Dialektik oder Die Kunst Recht zu behalten
- Beoordeling
- 3,7 van 5
- Aantekening
- Questo trattatello venne elaborato «come un pulito preparato anatomico» per dare una sistemazione formale agli «artifici disonesti ricorrenti nelle dispute». Schopenhauer fornisce trentotto stratagemmi, leciti e illeciti, a cui ricorrere per «ottenere» ragione: per difenderla quando la si ha, e per farsela dare quando sta dalla parte dell’avversario. Con freddezza classificatoria Schopenhauer ci indica «le vie traverse e i trucchi di cui si serve l’ordinaria natura umana per celare i suoi difetti». Ma, nello stesso tempo, si tratta di un testo che si situa in un crocevia del pensiero moderno: negli stessi anni in cui Hegel indicava nella dialettica la via per giungere al culmine dello Spirito, il suo irriducibile antagonista Schopenhauer la raccomandava come fioretto da impugnare in quella «scherma spirituale» che è il discutere, senza badare alla verità. Le ragioni sottintese in questo duro contrasto sono illustrate nel saggio di Franco Volpi che accompagna il testo.





