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Al di là del principio del piacere

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Quando, nell’aprile del 1919, Freud si accingeva a stendere le prime cartelle di Al di là del principio del piacere, l’Europa era appena uscita da un conflitto che aveva decretato la fine di un’epoca. Un lungo periodo di quattro anni che era stato segnato anche per Freud da sacrifici e preoccupazioni familiari. Terminata nell’estate dello stesso anno, quest’opera rappresenta un notevole sforzo di riflessione alla luce di certi spunti teorici emersi in passato e che ora richiedevano una ricomposizione generale. Nel 1915, con Introduzione al narcissismo, Freud aveva già postulato l’esistenza di una libido riferibile a se stessi. Ma la constatazione che lo psichismo umano era costretto in determinate condizioni a ripetere esperienze chiaramente sgradevoli lo portò a formulare, al di là dei due principi fondamentali del piacere e di costanza, un terzo principio, quello della coazione a ripetere: l’uomo tenderebbe, dunque, nei sogni e nelle fantasie nevrotiche a rapprensentarsi esperienze traumatiche già vissute. Alla coazione a ripetere, ennesima pulsione dell’io, Freud attribuì un significato che trascendeva il puro fatto psichico e aspirava a una dimensione esplicativa cosmica.

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Al di là del principio del piacere, Sigmund Freud

Taal
Jaar van publicatie
1993
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(Paperback),
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Zeer goed
Prijs
€ 0,33
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3,8
Zeer goed
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Taal
Italiaans
Uitgever
TEN
Jaar van publicatie
1993
Formaat
Paperback
ISBN10
8879831259
ISBN13
9788879831253
Reeks
Eerste editie
1920
Oorspronkelijke titel
Jenseits des Lustprinzips
Beoordeling
3,8 van 5
Aantekening
Quando, nell’aprile del 1919, Freud si accingeva a stendere le prime cartelle di Al di là del principio del piacere, l’Europa era appena uscita da un conflitto che aveva decretato la fine di un’epoca. Un lungo periodo di quattro anni che era stato segnato anche per Freud da sacrifici e preoccupazioni familiari. Terminata nell’estate dello stesso anno, quest’opera rappresenta un notevole sforzo di riflessione alla luce di certi spunti teorici emersi in passato e che ora richiedevano una ricomposizione generale. Nel 1915, con Introduzione al narcissismo, Freud aveva già postulato l’esistenza di una libido riferibile a se stessi. Ma la constatazione che lo psichismo umano era costretto in determinate condizioni a ripetere esperienze chiaramente sgradevoli lo portò a formulare, al di là dei due principi fondamentali del piacere e di costanza, un terzo principio, quello della coazione a ripetere: l’uomo tenderebbe, dunque, nei sogni e nelle fantasie nevrotiche a rapprensentarsi esperienze traumatiche già vissute. Alla coazione a ripetere, ennesima pulsione dell’io, Freud attribuì un significato che trascendeva il puro fatto psichico e aspirava a una dimensione esplicativa cosmica.