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Un alternarsi di orrore e solitudine, di incapacità di comprendere e di essere compresi, in una narrazione che nonostante tutto è un inno alla vita e alla forza del "sentire". Alda Merini ripercorre il suo ricovero decennale in manicomio: il racconto della vita nella clinica psichiatrica, tra elettroshock e autentiche torture, libera lo sguardo della poetessa su questo inferno, come un'onda che alterna la lucidità all'incanto. Un diario senza traccia di sentimentalismo o di facili condanne, in cui emerge lo "sperdimento", ma anche la sicurezza di sé e delle proprie emozioni in una sorta di innocenza primaria che tutto osserva e trasforma, senza mai disconoscere la malattia, o la fatica del non sentire i ritmi e i bisogni altrui, in una riflessione che si fa poesia, negli interrogativi e nei dubbi che divengono rime a lacerare il torpore, l'abitudine, l'indifferenza e la paura del mondo che c'è "fuori".
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L'altra verità, Alda Merini, Giorgio Manganelli
- Taal
- Jaar van publicatie
- 2007
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- (Paperback)
Betaalmethoden
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- Titel
- L'altra verità
- Ondertitel
- Diario di una diversa
- Taal
- Italiaans
- Auteurs
- Alda Merini, Giorgio Manganelli
- Uitgever
- BUR
- Jaar van publicatie
- 2007
- Formaat
- Paperback
- Aantal pagina's
- 158
- ISBN10
- 8817014907
- ISBN13
- 9788817014908
- Reeks
- Tags
- Fictie, Waargebeurde verhalen, Biographies, Poëzie, Klassiekers, Autobiografie en memoires, Zuid-Europa, Italië, Italiaanse literatuur
- Beoordeling
- 4 van 5
- Aantekening
- Un alternarsi di orrore e solitudine, di incapacità di comprendere e di essere compresi, in una narrazione che nonostante tutto è un inno alla vita e alla forza del "sentire". Alda Merini ripercorre il suo ricovero decennale in manicomio: il racconto della vita nella clinica psichiatrica, tra elettroshock e autentiche torture, libera lo sguardo della poetessa su questo inferno, come un'onda che alterna la lucidità all'incanto. Un diario senza traccia di sentimentalismo o di facili condanne, in cui emerge lo "sperdimento", ma anche la sicurezza di sé e delle proprie emozioni in una sorta di innocenza primaria che tutto osserva e trasforma, senza mai disconoscere la malattia, o la fatica del non sentire i ritmi e i bisogni altrui, in una riflessione che si fa poesia, negli interrogativi e nei dubbi che divengono rime a lacerare il torpore, l'abitudine, l'indifferenza e la paura del mondo che c'è "fuori".




