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Esilio

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Da Spalato viene uno dei maggiori intellettuali e giornalisti italiani del Novecento, Enzo Bettiza, che ama definirsi dalmata di lingua italiana. Questo suo “Esilio” è un doloroso memoriale, a metà tra saggistica e biografia romanzata, scritto negli anni dell’ultima guerra dei Balcani, quando diversi popoli slavi si batterono contro la drammatica avanzata serba, che prevedeva pulizia etnica e damnatiomemoriae, sino all’intervento americano (qui qualche notizia sul Kosovo). Bettiza, dopo anni di silenzio sulla sua vita pre-esodo, complice una sorta di rimozione ben indagata nel libro, racconta tutto; alterna pagine di interpretazione delle ragioni e dei torti dei serbi nella recente guerra a memorie d’infanzia e giovinezza, spiega cosa significava essere bilingui e come veniva accolta l’aggressione fascista nei tristi giorni della Seconda Guerra Mondiale, racconta la storia d’una terra e d’un popolo che la storia ha snaturato; la presenza italiana è stata sostanzialmente spazzata via.

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Esilio, Enzo Bettiza

Taal
Jaar van publicatie
2003
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(Hardcover),
Staat van het boek
Goed
Prijs
€ 1,39
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Titel
Esilio
Taal
Italiaans
Uitgever
La Stampa
Jaar van publicatie
2003
Formaat
Hardcover
Reeks
Beoordeling
4 van 5
Aantekening
Da Spalato viene uno dei maggiori intellettuali e giornalisti italiani del Novecento, Enzo Bettiza, che ama definirsi dalmata di lingua italiana. Questo suo “Esilio” è un doloroso memoriale, a metà tra saggistica e biografia romanzata, scritto negli anni dell’ultima guerra dei Balcani, quando diversi popoli slavi si batterono contro la drammatica avanzata serba, che prevedeva pulizia etnica e damnatiomemoriae, sino all’intervento americano (qui qualche notizia sul Kosovo). Bettiza, dopo anni di silenzio sulla sua vita pre-esodo, complice una sorta di rimozione ben indagata nel libro, racconta tutto; alterna pagine di interpretazione delle ragioni e dei torti dei serbi nella recente guerra a memorie d’infanzia e giovinezza, spiega cosa significava essere bilingui e come veniva accolta l’aggressione fascista nei tristi giorni della Seconda Guerra Mondiale, racconta la storia d’una terra e d’un popolo che la storia ha snaturato; la presenza italiana è stata sostanzialmente spazzata via.