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«Il più delle volte mi sento come un antropologo su Marte» confessa a Oliver Sacks una paziente autistica, che per affrontare le sue difficoltà emotive crea una «macchina per abbracciare». Sacks, con la sua singolare scrittura, sembra aver ideato un simile strumento per «abbracciare» i malati, unendo la sua vocazione di narratore clinico a una straordinaria empatia. Riesce così a esplorare il territorio oscuro della malattia, dove si nascondono le sue ragioni profonde, spesso sfuggenti per la pura ragione medica. Il paradosso è che, in certe circostanze, eliminare la malattia può significare mutilare il paziente. L’unico modo per evitarlo è entrare nel romanzo neurologico che il paziente vive, spesso incapace di comunicarlo o esprimendolo in modi incomprensibili agli altri. Questo processo delicato e affascinante, che rappresenta il sigillo dell'opera di Sacks, è illustrato attraverso sette esempi di «casi straordinari», che rimarranno impressi nella memoria dei lettori non come semplici «casi», ma come storie di «individui unici», ciascuno con il proprio mondo. Il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1995.
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Biblioteca Adelphi - 305: Un antropologo su Marte, Isabella C. Blum, Oliver Sacks
- Taal
- Jaar van publicatie
- 1995
- Bindwijze
- (Paperback)
Betaalmethoden
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- Taal
- Italiaans
- Auteurs
- Isabella C. Blum, Oliver Sacks
- Uitgever
- Adelphi
- Jaar van publicatie
- 1995
- Formaat
- Paperback
- Aantal pagina's
- 456
- ISBN10
- 8845911454
- ISBN13
- 9788845911453
- Reeks
- Tags
- Non-fictie, Waargebeurde verhalen, Gezondheid & Medisch, Psychologische thema’s, Wetenschap, Geneeskunde, Opiniejournalistiek & Essays, Verhalen, Neurowetenschap, Geestelijke Aandoeningen, Autisme, Neuropsychologie, Genialiteit, Zenuwstoornissen, Syndroom van Tourette, Hersenziekten, Kleurblindheid, Savantisme
- Eerste editie
- 1995
- Oorspronkelijke titel
- An Anthropologist on Mars
- Beoordeling
- 4,15 van 5
- Aantekening
- «Il più delle volte mi sento come un antropologo su Marte» confessa a Oliver Sacks una paziente autistica, che per affrontare le sue difficoltà emotive crea una «macchina per abbracciare». Sacks, con la sua singolare scrittura, sembra aver ideato un simile strumento per «abbracciare» i malati, unendo la sua vocazione di narratore clinico a una straordinaria empatia. Riesce così a esplorare il territorio oscuro della malattia, dove si nascondono le sue ragioni profonde, spesso sfuggenti per la pura ragione medica. Il paradosso è che, in certe circostanze, eliminare la malattia può significare mutilare il paziente. L’unico modo per evitarlo è entrare nel romanzo neurologico che il paziente vive, spesso incapace di comunicarlo o esprimendolo in modi incomprensibili agli altri. Questo processo delicato e affascinante, che rappresenta il sigillo dell'opera di Sacks, è illustrato attraverso sette esempi di «casi straordinari», che rimarranno impressi nella memoria dei lettori non come semplici «casi», ma come storie di «individui unici», ciascuno con il proprio mondo. Il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1995.




