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Il giro del mondo in moto

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Marco Deambrogio ha una passione divorante, andare lontano, vedere cosa si nasconde oltre la prossima curva... Dice di non essere un viaggiatore estremo, ma guardando le sue imprese riesce difficile dalla Nuova Guinea all'Amazzonia, spingendosi fino al Polo Nord con una spedizione russa. Forse tutto nasce quando legge, ancora ragazzino, i romanzi di Salgari, Stevenson e London, o forse quando sperimento una prima fuga in motorino attraverso la Pianura Padano, sognando però di sfrecciare verso Pechino. Poi, nel 1996 ai voli di fantasia si sostituiscono i chilometri macinati con ogni a piedi, con gli sci, in auto e, infine, in motocicletta. Di cui scrive diari, seguendo l'esempio di celeberrimi predecessori. E un giorno, mentre attraversa l'outback australiano in jeep, è colpito da una visione sui bordo della pista sabbiosa, in mezzo a quel nulla riarsa dal sole, c'è lo scheletro di una moto. Monumento a un temerario che ha fallito, avendo però tentato l'impensabile. Una follia, certo, ma perché tarparsi da solo le ali perché non progettare un viaggio ai confini dell'impossibile, tra guerriglieri e bufere di neve, poliziotti corrotti, geyser, capodogli e crateri misteriosi? In fondo, per fare il giro del mondo occorre assumere lo stesso atteggiamento che si ha in qualsiasi altro affrontare una tappa per volta e assaporarle tutte.

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Il giro del mondo in moto, Marco Deambrogio

Taal
Jaar van publicatie
2006
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(Paperback)
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Betaalmethoden

3,6
Zeer goed
9 Beoordelingen

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Titel
Il giro del mondo in moto
Taal
Italiaans
Jaar van publicatie
2006
Formaat
Paperback
Aantal pagina's
211
ISBN10
8820041340
ISBN13
9788820041342
Reeks
Beoordeling
3,6 van 5
Aantekening
Marco Deambrogio ha una passione divorante, andare lontano, vedere cosa si nasconde oltre la prossima curva... Dice di non essere un viaggiatore estremo, ma guardando le sue imprese riesce difficile dalla Nuova Guinea all'Amazzonia, spingendosi fino al Polo Nord con una spedizione russa. Forse tutto nasce quando legge, ancora ragazzino, i romanzi di Salgari, Stevenson e London, o forse quando sperimento una prima fuga in motorino attraverso la Pianura Padano, sognando però di sfrecciare verso Pechino. Poi, nel 1996 ai voli di fantasia si sostituiscono i chilometri macinati con ogni a piedi, con gli sci, in auto e, infine, in motocicletta. Di cui scrive diari, seguendo l'esempio di celeberrimi predecessori. E un giorno, mentre attraversa l'outback australiano in jeep, è colpito da una visione sui bordo della pista sabbiosa, in mezzo a quel nulla riarsa dal sole, c'è lo scheletro di una moto. Monumento a un temerario che ha fallito, avendo però tentato l'impensabile. Una follia, certo, ma perché tarparsi da solo le ali perché non progettare un viaggio ai confini dell'impossibile, tra guerriglieri e bufere di neve, poliziotti corrotti, geyser, capodogli e crateri misteriosi? In fondo, per fare il giro del mondo occorre assumere lo stesso atteggiamento che si ha in qualsiasi altro affrontare una tappa per volta e assaporarle tutte.