Bookbot

Chi ha paura muore ogni giorno. I miei anni con Falcone e Borsellino

Boekbeoordeling

Meer over het boek

Nell'estate del 1992, due esplosioni devastarono la vita di tre magistrati e dei loro giovani scortatori, evidenziando il prezzo dell'opposizione alla mafia siciliana. Questo evento traumatizzò milioni di italiani che vedevano Falcone e Borsellino come eroi della lotta contro Cosa nostra. Giuseppe Ayala, amico dei magistrati, ricorda con dolore dieci anni di vita condivisa e un rimpianto persistente. Coinvolto fin dall'inizio nel pool antimafia, Ayala rappresentò la pubblica accusa nel primo maxiprocesso, sostenendo le tesi di Falcone e Borsellino e interrogando i primi pentiti, ottenendo condanne storiche. Fu sempre al fianco dei due magistrati, sia nel lavoro quotidiano che nei viaggi per rogatorie internazionali. Tuttavia, dopo i successi iniziali, iniziarono a subire l'isolamento e la diffidenza da parte di ambienti politici e mediatici. Oggi, Ayala decide di raccontare la sua verità su Falcone e Borsellino, mettendo in luce il loro contributo alla lotta contro la mafia e offrendo riflessioni sulla Sicilia, la giustizia e la politica. Ricorda anche la loro ironia, la gioia di vivere e le esperienze quotidiane che nessuno ha mai descritto con tanta intimità. La storia di quegli anni riporta alla luce la resilienza della mafia, che prospera nel silenzio e nelle complicità di una Sicilia e un'Italia che, forse, non sono cambiate abbastanza.

Uitgave

Een boek kopen

Chi ha paura muore ogni giorno. I miei anni con Falcone e Borsellino, Giuseppe Ayala

Taal
Jaar van publicatie
2008
product-detail.submit-box.info.binding
(Hardcover)
We hebben dit exemplaar niet meer.
of
Beschikbare uitgave bekijken

Betaalmethoden

4,3
Zeer goed
211 Beoordelingen

We missen je recensie hier.

Taal
Italiaans
Uitgever
Mondadori
Jaar van publicatie
2008
Formaat
Hardcover
Aantal pagina's
216
ISBN10
8804580682
ISBN13
9788804580683
Reeks
Beoordeling
4,25 van 5
Aantekening
Nell'estate del 1992, due esplosioni devastarono la vita di tre magistrati e dei loro giovani scortatori, evidenziando il prezzo dell'opposizione alla mafia siciliana. Questo evento traumatizzò milioni di italiani che vedevano Falcone e Borsellino come eroi della lotta contro Cosa nostra. Giuseppe Ayala, amico dei magistrati, ricorda con dolore dieci anni di vita condivisa e un rimpianto persistente. Coinvolto fin dall'inizio nel pool antimafia, Ayala rappresentò la pubblica accusa nel primo maxiprocesso, sostenendo le tesi di Falcone e Borsellino e interrogando i primi pentiti, ottenendo condanne storiche. Fu sempre al fianco dei due magistrati, sia nel lavoro quotidiano che nei viaggi per rogatorie internazionali. Tuttavia, dopo i successi iniziali, iniziarono a subire l'isolamento e la diffidenza da parte di ambienti politici e mediatici. Oggi, Ayala decide di raccontare la sua verità su Falcone e Borsellino, mettendo in luce il loro contributo alla lotta contro la mafia e offrendo riflessioni sulla Sicilia, la giustizia e la politica. Ricorda anche la loro ironia, la gioia di vivere e le esperienze quotidiane che nessuno ha mai descritto con tanta intimità. La storia di quegli anni riporta alla luce la resilienza della mafia, che prospera nel silenzio e nelle complicità di una Sicilia e un'Italia che, forse, non sono cambiate abbastanza.