Bookbot

Boekbeoordeling

Parameters

  • 187bladzijden
  • 7 uur lezen

Meer over het boek

In una carrozza semideserta di un treno che attraversa la campagna, un uomo con una grande testa calva e un corpo robusto, ma con gambe sottili e calzini scarlatti a losanghe lilla, è il professor Timofej Pavlovic Pnin. Esule negli Stati Uniti, insegna lingua russa all’Università di Waindell e si dirige verso una conferenza in un circolo femminile. Tuttavia, la sua passione per gli orari ferroviari lo porta a prendere il treno sbagliato. Questo inizio emblematico segna il tono ironico e affettuoso del ritratto di un émigré che cerca di adattarsi a una nuova civiltà, combattendo contro un mondo che sembra ostile. Pnin perde tutte le sue battaglie: con l’ex moglie Liza, divenuta «americana»; con il figlio Victor, che vive in un universo a lui estraneo; e con le manovre accademiche del campus, che lo sopraffanno. Anche la sua comunità di compatrioti è chiusa in diatribe meschine e nel tentativo di rivivere un passato irripetibile. Pnin si rifugia oniricamente in quel passato, creando pagine mirabili che oscillano tra comicità e malinconia, rivelando la complessità della sua esistenza e la sua lotta per trovare un posto nel mondo.

Een boek kopen

Pnin, Elena De Angeli, Vladimir Vladimirovič Nabokov

Taal
Jaar van publicatie
1998
product-detail.submit-box.info.binding
(Paperback)
Zodra we het ontdekt hebben, sturen we een e-mail.

Betaalmethoden

3,9
Zeer goed
1821 Beoordelingen

We missen je recensie hier.

Titel
Pnin
Taal
Italiaans
Uitgever
Adelphi
Jaar van publicatie
1998
Formaat
Paperback
Aantal pagina's
187
ISBN10
8845913899
ISBN13
9788845913891
Reeks
Eerste editie
1953
Oorspronkelijke titel
Pnin
Beoordeling
3,85 van 5
Aantekening
In una carrozza semideserta di un treno che attraversa la campagna, un uomo con una grande testa calva e un corpo robusto, ma con gambe sottili e calzini scarlatti a losanghe lilla, è il professor Timofej Pavlovic Pnin. Esule negli Stati Uniti, insegna lingua russa all’Università di Waindell e si dirige verso una conferenza in un circolo femminile. Tuttavia, la sua passione per gli orari ferroviari lo porta a prendere il treno sbagliato. Questo inizio emblematico segna il tono ironico e affettuoso del ritratto di un émigré che cerca di adattarsi a una nuova civiltà, combattendo contro un mondo che sembra ostile. Pnin perde tutte le sue battaglie: con l’ex moglie Liza, divenuta «americana»; con il figlio Victor, che vive in un universo a lui estraneo; e con le manovre accademiche del campus, che lo sopraffanno. Anche la sua comunità di compatrioti è chiusa in diatribe meschine e nel tentativo di rivivere un passato irripetibile. Pnin si rifugia oniricamente in quel passato, creando pagine mirabili che oscillano tra comicità e malinconia, rivelando la complessità della sua esistenza e la sua lotta per trovare un posto nel mondo.