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Il carattere autobiografico del racconto conferisce un'autenticità toccante, e la brevità del testo - che abbraccia solo ventiquattro ore nella vita delle due protagoniste - rafforza ulteriormente una narrazione che racchiude un'intera esistenza e una tragedia storica. Nel 1998, Helga Schneider riceve una lettera in cui si chiede di visitare la madre novantenne, gravemente malata e ricoverata in una residenza in Austria. Sono trascorsi quasi sei decenni da quando la madre, ora inoffensiva, abbandonò la figlia di quattro anni e tutta la famiglia per unirsi alle SS. Helga si confronta con una donna che, nonostante la sua fragilità e il bisogno di affetto, continua a provare un profondo disprezzo verso le vittime dell'Olocausto. Tuttavia, nonostante la ferita indelebile causata dall'assenza e dall'oblio della madre, e la vergogna e repulsione nel sapere che è stata complice attiva di crimini così esecrabili, Helga scopre quanto sia difficile recidere il cordone ombelicale che la unisce alla progenitrice.
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Lasciami andare, madre, Helga Schneider
- Taal
- Jaar van publicatie
- 2001
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- (Paperback)
Betaalmethoden
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- Titel
- Lasciami andare, madre
- Taal
- Italiaans
- Auteurs
- Helga Schneider
- Uitgever
- Adelphi
- Jaar van publicatie
- 2001
- Formaat
- Paperback
- Aantal pagina's
- 130
- ISBN10
- 884591593X
- ISBN13
- 9788845915932
- Reeks
- Tags
- Non-fictie, Historisch thema, Geschiedenis, Waargebeurde verhalen, Biographies, Autobiografie en memoires, Militaire Geschiedenis, Oorlogsproza, Oorlogen, Tweede Wereldoorlog, Berlijn, Holocaust, Nazisme, Moeders, Derde Rijk, 1933–1945, Concentratiekampen, Waarheid, Persecutie van Joden, Fanatisme
- Oorspronkelijke titel
- Lasciami andare, madre
- Beoordeling
- 3,8 van 5
- Aantekening
- Il carattere autobiografico del racconto conferisce un'autenticità toccante, e la brevità del testo - che abbraccia solo ventiquattro ore nella vita delle due protagoniste - rafforza ulteriormente una narrazione che racchiude un'intera esistenza e una tragedia storica. Nel 1998, Helga Schneider riceve una lettera in cui si chiede di visitare la madre novantenne, gravemente malata e ricoverata in una residenza in Austria. Sono trascorsi quasi sei decenni da quando la madre, ora inoffensiva, abbandonò la figlia di quattro anni e tutta la famiglia per unirsi alle SS. Helga si confronta con una donna che, nonostante la sua fragilità e il bisogno di affetto, continua a provare un profondo disprezzo verso le vittime dell'Olocausto. Tuttavia, nonostante la ferita indelebile causata dall'assenza e dall'oblio della madre, e la vergogna e repulsione nel sapere che è stata complice attiva di crimini così esecrabili, Helga scopre quanto sia difficile recidere il cordone ombelicale che la unisce alla progenitrice.
