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"È che tutti vivono così, come se da un'ora all'altra dovesse arrivare qualcuno; non l'assalto di un nemico, ma qualcuno, sconosciuto, non si può dire chi." È proprio Bàrnabo, giovane guardiaboschi, a provare per primo, tra i personaggi di Buzzati, il sentimento dell'attesa, a spiare, nelle lunghe giornate, la luce che sorge e scolora sulle montagne, a sperimentare cosa significhi attendere, non tanto un cosa o un chi, semplicemente attendere. Ed è ancora Bàrnabo a inaugurare l'esperienza del tempo come strano regista della vita, con i suoi segni discreti, leggeri e sbadati, ma irrevocabili. Bàrnabo delle montagne non è solo l'opera prima di Buzzati, ma è soprattutto la prova rivelatrice di quel favolismo morale che distinguerà la quasi totalità della sua produzione, ponendola a capostipite di tutta una linea narrativa del sogno, dell'incubo, dell'altrove.
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Scrittori del Novecento - 1416: Bàrnabo delle montagne, Dino Buzzati
- Taal
- Jaar van publicatie
- 2000
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- (Paperback)
Betaalmethoden
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- Titel
- Scrittori del Novecento - 1416: Bàrnabo delle montagne
- Taal
- Italiaans
- Auteurs
- Dino Buzzati
- Uitgever
- Mondadori
- Jaar van publicatie
- 2000
- Formaat
- Paperback
- Aantal pagina's
- 109
- ISBN10
- 8804480963
- ISBN13
- 9788804480969
- Reeks
- Beoordeling
- 3,8 van 5
- Aantekening
- "È che tutti vivono così, come se da un'ora all'altra dovesse arrivare qualcuno; non l'assalto di un nemico, ma qualcuno, sconosciuto, non si può dire chi." È proprio Bàrnabo, giovane guardiaboschi, a provare per primo, tra i personaggi di Buzzati, il sentimento dell'attesa, a spiare, nelle lunghe giornate, la luce che sorge e scolora sulle montagne, a sperimentare cosa significhi attendere, non tanto un cosa o un chi, semplicemente attendere. Ed è ancora Bàrnabo a inaugurare l'esperienza del tempo come strano regista della vita, con i suoi segni discreti, leggeri e sbadati, ma irrevocabili. Bàrnabo delle montagne non è solo l'opera prima di Buzzati, ma è soprattutto la prova rivelatrice di quel favolismo morale che distinguerà la quasi totalità della sua produzione, ponendola a capostipite di tutta una linea narrativa del sogno, dell'incubo, dell'altrove.
