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Die Götter Griechenlands. Das Bild des Göttlichen im Spiegel des griechischen Geistes

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Questo libro offre una ricostruzione affascinante dell'universo religioso greco, avvicinando il lettore alle figure della religione olimpica e al loro modo unico di manifestarsi. Otto analizza il culto dei dodici dèi olimpici, concentrandosi su Atena, Apollo, Artemide, Afrodite ed Ermete, presentandoli come esseri che, attraverso le loro divine epifanie, vivono una vita infinita e compiuta. La prosa di Otto è ammirevole, specialmente quando esplora le divinità più enigmatiche, come nel ritratto di Ermete, dove il suo stile evocativo riesce a trasmettere una dottrina impeccabile, parlando degli dèi in un modo che loro stessi non considererebbero inappropriato. La rappresentazione della religione omerica emerge come una "coscienza sempre viva della prossimità del divino", un "pura forma del mondo" e uno spazio di conoscenza e luce. Questo approccio ha influenzato generazioni di studiosi, con Otto come maestro, tra cui Karl Kerényi, e ha attratto anche pensatori come Heidegger, che lo consideravano un interprete illuminato del passato. Pubblicato per la prima volta nel 1929, il testo attuale è arricchito da un saggio inedito su Zeus, completando così l'opera originale.

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Die Götter Griechenlands. Das Bild des Göttlichen im Spiegel des griechischen Geistes, Walter Friedrich Gustav Hermann Otto

Taal
Jaar van publicatie
2002
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(Paperback)
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Titel
Die Götter Griechenlands. Das Bild des Göttlichen im Spiegel des griechischen Geistes
Taal
Duits
Uitgever
Klostermann
Jaar van publicatie
2002
Formaat
Paperback
Aantal pagina's
376
ISBN10
3465031733
ISBN13
9783465031734
Reeks
Beoordeling
4 van 5
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Questo libro offre una ricostruzione affascinante dell'universo religioso greco, avvicinando il lettore alle figure della religione olimpica e al loro modo unico di manifestarsi. Otto analizza il culto dei dodici dèi olimpici, concentrandosi su Atena, Apollo, Artemide, Afrodite ed Ermete, presentandoli come esseri che, attraverso le loro divine epifanie, vivono una vita infinita e compiuta. La prosa di Otto è ammirevole, specialmente quando esplora le divinità più enigmatiche, come nel ritratto di Ermete, dove il suo stile evocativo riesce a trasmettere una dottrina impeccabile, parlando degli dèi in un modo che loro stessi non considererebbero inappropriato. La rappresentazione della religione omerica emerge come una "coscienza sempre viva della prossimità del divino", un "pura forma del mondo" e uno spazio di conoscenza e luce. Questo approccio ha influenzato generazioni di studiosi, con Otto come maestro, tra cui Karl Kerényi, e ha attratto anche pensatori come Heidegger, che lo consideravano un interprete illuminato del passato. Pubblicato per la prima volta nel 1929, il testo attuale è arricchito da un saggio inedito su Zeus, completando così l'opera originale.