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In Cina non è consentito ai genitori di avere il numero di figli che desiderano. La politica di pianificazione familiare cinese priva i cittadini della più fondamentale delle libertà - la libertà di procreare - e nasconde una "fiera lotta tra la vita e la morte". Le misure punitive previste per i trasgressori sono terribili e costituiscono una feroce violazione dei diritti: sterilizzazioni e aborti forzati, pestaggi, distruzione delle abitazioni. Documenti, foto, e soprattutto le testimonianze in prima persona delle vittime e di alcuni funzionari del governo rivelano al mondo una tragedia quotidiana, che è pressoché sconosciuta all'opinione pubblica internazionale. Un libro denuncia, un passo in più nella difesa di un'umanità smarrita, perché "nessuno che rispetti le libertà e i diritti civili può ignorare tali calcolati abusi".
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La strage degli innocenti. La politica del figlio unico in Cina, Harry Wüstemann, Toni Brandi, Francesca Romana Poleggi
- Taal
- Jaar van publicatie
- 2009
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- (Paperback)
Betaalmethoden
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- Titel
- La strage degli innocenti. La politica del figlio unico in Cina
- Taal
- Italiaans
- Uitgever
- Guerrini e Associati
- Jaar van publicatie
- 2009
- Formaat
- Paperback
- Aantal pagina's
- 168
- ISBN10
- 8862501714
- ISBN13
- 9788862501712
- Reeks
- Beoordeling
- 5 van 5
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- In Cina non è consentito ai genitori di avere il numero di figli che desiderano. La politica di pianificazione familiare cinese priva i cittadini della più fondamentale delle libertà - la libertà di procreare - e nasconde una "fiera lotta tra la vita e la morte". Le misure punitive previste per i trasgressori sono terribili e costituiscono una feroce violazione dei diritti: sterilizzazioni e aborti forzati, pestaggi, distruzione delle abitazioni. Documenti, foto, e soprattutto le testimonianze in prima persona delle vittime e di alcuni funzionari del governo rivelano al mondo una tragedia quotidiana, che è pressoché sconosciuta all'opinione pubblica internazionale. Un libro denuncia, un passo in più nella difesa di un'umanità smarrita, perché "nessuno che rispetti le libertà e i diritti civili può ignorare tali calcolati abusi".


