Di grammatica non si muore
Come sopravvivere al virus della punteggiatura e allo sterminio dei verbi
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«Ragazzi, tutti attenti! Oggi parliamo dei plurali dei nomi composti. Allora, le regole sono troppe e piene di eccezioni. Non ci provate neanche a impararle a memoria. Usate il buon senso e soprattutto un buon vocabolario.» Se Massimo Roscia salisse (e non salirebbe) in cattedra, la sua lezione andrebbe (e non andasse) più o meno così. Perché nella grammatica crede fermamente, un po' meno nell'approccio paludato tutto nozioni e casi noiosi. Così ha deciso di svecchiarlo, per dimostrare che le norme possono essere semplici, intuitive e persino amichevoli. U n po' Rodari e un po' Flaiano , passa in rassegna i fondamenti dell'italiano e si diverte a calarli in esempi contemporanei (dai ritmi rap alle serie tv, dai fantasy ai videogame); riprende gli svarioni più comuni (dall'uso maldestro dell'accento all'abuso disinvolto dell'apostrofo) creando giochi promemoria per non essere più indotti in errore; si batte per la salvaguardia delle forme (utili) in estinzione, come il congiuntivo, e invoca il debellamento della pandemia di ciaone e apericena. Sempre all'insegna dell'uso pratico e vivo, perché la lingua è fatta per essere parlata , adattata, modificata, arricchita, cambiata, rivista, aggiornata, corretta, sempre e comunque amata.
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Di grammatica non si muore, Massimo Roscia
- Taal
- Jaar van publicatie
- 2016
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- (Hardcover)
Betaalmethoden
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- Titel
- Di grammatica non si muore
- Ondertitel
- Come sopravvivere al virus della punteggiatura e allo sterminio dei verbi
- Taal
- Italiaans
- Auteurs
- Massimo Roscia
- Uitgever
- Sperling & Kupfer
- Jaar van publicatie
- 2016
- Formaat
- Hardcover
- Aantal pagina's
- 226
- ISBN10
- 8820060809
- ISBN13
- 9788820060800
- Reeks
- Tags
- Non-fictie, Sociale Wetenschappen, Studieboeken, Taalwoordenboeken en Leerboeken, Talen, Taalstudies, Communicatie
- Beoordeling
- 4,5 van 5
- Aantekening
- «Ragazzi, tutti attenti! Oggi parliamo dei plurali dei nomi composti. Allora, le regole sono troppe e piene di eccezioni. Non ci provate neanche a impararle a memoria. Usate il buon senso e soprattutto un buon vocabolario.» Se Massimo Roscia salisse (e non salirebbe) in cattedra, la sua lezione andrebbe (e non andasse) più o meno così. Perché nella grammatica crede fermamente, un po' meno nell'approccio paludato tutto nozioni e casi noiosi. Così ha deciso di svecchiarlo, per dimostrare che le norme possono essere semplici, intuitive e persino amichevoli. U n po' Rodari e un po' Flaiano , passa in rassegna i fondamenti dell'italiano e si diverte a calarli in esempi contemporanei (dai ritmi rap alle serie tv, dai fantasy ai videogame); riprende gli svarioni più comuni (dall'uso maldestro dell'accento all'abuso disinvolto dell'apostrofo) creando giochi promemoria per non essere più indotti in errore; si batte per la salvaguardia delle forme (utili) in estinzione, come il congiuntivo, e invoca il debellamento della pandemia di ciaone e apericena. Sempre all'insegna dell'uso pratico e vivo, perché la lingua è fatta per essere parlata , adattata, modificata, arricchita, cambiata, rivista, aggiornata, corretta, sempre e comunque amata.
