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Come un organismo che guizza e respira, questo romanzo nato due volte nell’universo creativo di Nabokov – all’origine in russo e quarant’anni dopo in inglese – vive nell’occhio che coglie il gesto più remoto e più preciso dell’esperienza comune, quello che infallibilmente colpirà il segno e accenderà la «scintilla sensoriale». Il naturalista incantatore si concentra sul dettaglio, lo isola, lo disperde, lo rifrange e con noncuranza ci restituisce una realtà chiara e non più revocabile. In una Berlino immaginaria, riflessa nelle vetrine, nelle pozzanghere, nelle lenti degli occhiali e negli specchi – quelli che riverberano un’identità molteplice e quelli che ingigantiscono e deformano i tratti –, Nabokov seziona e riassume tre figure e tre gradi della coscienza, tre stadi della percezione di sé e degli altri: dal malessere profondo e ottundente alla gretta volgarità con il suo lessico primitivo, fino a un intreccio più sottile di aspettative e delusioni. Giocando con le visite a sorpresa di amanti e di mariti, con il trompe-l’œil di falsi sbocchi e interpretazioni, con manichini semoventi e incidenti automobilistici, Nabokov ci descrive la bellezza vuota e rapace di una donna fredda, l’estasi labile e sgomenta di chi l’ammira, la felice astrazione di chi guarda e non vede. Re, donna, fante è apparso dapprima in russo nel 1928 e poi in inglese nel 1968.

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Re, donna, fante, Vladimir Vladimirovič Nabokov, Ettore Capriolo

Taal
Jaar van publicatie
1996
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(Paperback)
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Betaalmethoden

4,2
Zeer goed
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Titel
Re, donna, fante
Taal
Italiaans
Uitgever
Adelphi
Jaar van publicatie
1996
Formaat
Paperback
Aantal pagina's
290
ISBN10
8845912442
ISBN13
9788845912443
Reeks
Eerste editie
1928
Oorspronkelijke titel
Король, дама, валет (Korol', dama, valet)
Beoordeling
4,15 van 5
Aantekening
Come un organismo che guizza e respira, questo romanzo nato due volte nell’universo creativo di Nabokov – all’origine in russo e quarant’anni dopo in inglese – vive nell’occhio che coglie il gesto più remoto e più preciso dell’esperienza comune, quello che infallibilmente colpirà il segno e accenderà la «scintilla sensoriale». Il naturalista incantatore si concentra sul dettaglio, lo isola, lo disperde, lo rifrange e con noncuranza ci restituisce una realtà chiara e non più revocabile. In una Berlino immaginaria, riflessa nelle vetrine, nelle pozzanghere, nelle lenti degli occhiali e negli specchi – quelli che riverberano un’identità molteplice e quelli che ingigantiscono e deformano i tratti –, Nabokov seziona e riassume tre figure e tre gradi della coscienza, tre stadi della percezione di sé e degli altri: dal malessere profondo e ottundente alla gretta volgarità con il suo lessico primitivo, fino a un intreccio più sottile di aspettative e delusioni. Giocando con le visite a sorpresa di amanti e di mariti, con il trompe-l’œil di falsi sbocchi e interpretazioni, con manichini semoventi e incidenti automobilistici, Nabokov ci descrive la bellezza vuota e rapace di una donna fredda, l’estasi labile e sgomenta di chi l’ammira, la felice astrazione di chi guarda e non vede. Re, donna, fante è apparso dapprima in russo nel 1928 e poi in inglese nel 1968.