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Diario di un fallito oppure un quaderno segreto

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Arrivato col flusso della terza ondata migratoria dall’Urss, l’America ammaliatrice l’aveva finalmente accolto in un misero spazio della città simbolo. Sperava, Limonov, in un’accoglienza migliore? Difficile rispondere. Con sicurezza, però, sappiamo che ben presto non accettò le regole del gioco che prevedevano una espulsione non già, come in Urss, dal Paese, ma dai luoghi del consumo e dell’identità – sopravvivenza, altro che libertà di espressione! E ciò che per un americano significa alienazione, per un emigrante diventa totale estraneità. La stessa, peraltro, vissuta da tutti i russi capitati lì prima di lui, ma che in Limonov sublima in coscienza letteraria, in delirio rivoluzionario; in riscoperta della tradizione lirica russa, in concitate scene da film di cappa e kalashnikov. Negli anfratti, divincolandosi di tra i rifiuti, convive con la fauna interstiziale, incontra mogli e amanti, alienati e ribelli, mestieri e servizi: tutto in soggettiva, in campi molto corti, con l’occhio incollato alla cosa. Bentornato, compagno Limonov.

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Diario di un fallito oppure un quaderno segreto, Eduard Limonov, M. Sorina

Taal
Jaar van publicatie
2004
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(Paperback)
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3,4
Oké
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Titel
Diario di un fallito oppure un quaderno segreto
Taal
Italiaans
Jaar van publicatie
2004
Formaat
Paperback
Aantal pagina's
169
ISBN10
8886973551
ISBN13
9788886973557
Reeks
Beoordeling
3,35 van 5
Aantekening
Arrivato col flusso della terza ondata migratoria dall’Urss, l’America ammaliatrice l’aveva finalmente accolto in un misero spazio della città simbolo. Sperava, Limonov, in un’accoglienza migliore? Difficile rispondere. Con sicurezza, però, sappiamo che ben presto non accettò le regole del gioco che prevedevano una espulsione non già, come in Urss, dal Paese, ma dai luoghi del consumo e dell’identità – sopravvivenza, altro che libertà di espressione! E ciò che per un americano significa alienazione, per un emigrante diventa totale estraneità. La stessa, peraltro, vissuta da tutti i russi capitati lì prima di lui, ma che in Limonov sublima in coscienza letteraria, in delirio rivoluzionario; in riscoperta della tradizione lirica russa, in concitate scene da film di cappa e kalashnikov. Negli anfratti, divincolandosi di tra i rifiuti, convive con la fauna interstiziale, incontra mogli e amanti, alienati e ribelli, mestieri e servizi: tutto in soggettiva, in campi molto corti, con l’occhio incollato alla cosa. Bentornato, compagno Limonov.