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Oscar saggi - 259: Timore e tremore

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A distanza di quasi due anni da "Zvodci denníka", presentiamo "Bázeň a chvenie", un'opera significativa del filosofo danese Søren Kierkegaard (1813 - 1855). Pubblicata sotto lo pseudonimo di Johannes de Silentio nel 1843, quasi contemporaneamente ai libri "Buď - alebo" e "Opakovanie", "Bázeň a chvenie" è spesso considerata l'opera "più sincera" e "più radicale" di Kierkegaard. Alcuni la vedono come la chiave del suo pensiero, mentre altri come un tentativo di liberarsi dall'intenso complesso di colpa causato dalla separazione dalla amata Regina. Il titolo, tratto dalla Lettera ai Filippesi 2,12, invita a lavorare sulla propria salvezza "con timore e tremore". Kierkegaard esplora il concetto di fede, interrogandosi se sia possibile sospendere l'etica. Utilizza come sfondo narrativo il racconto di Abramo, che deve sacrificare il figlio Isacco per ordine divino. L'opera si sviluppa anche come una drammatica introspezione dell'autore, un "poeta e pensatore" che desidera reinterpretare le relazioni individuali e l'esistenza umana.

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Oscar saggi - 259: Timore e tremore, Soren Kierkegaard, Filippo Gentili

Taal
Jaar van publicatie
1991
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(Paperback),
Staat van het boek
Goed
Prijs
€ 1,19

Betaalmethoden

3,9
Zeer goed
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Taal
Italiaans
Jaar van publicatie
1991
Formaat
Paperback
Aantal pagina's
126
ISBN10
8804354372
ISBN13
9788804354376
Reeks
Eerste editie
1843
Oorspronkelijke titel
Frygt og Bæven
Beoordeling
3,9 van 5
Aantekening
A distanza di quasi due anni da "Zvodci denníka", presentiamo "Bázeň a chvenie", un'opera significativa del filosofo danese Søren Kierkegaard (1813 - 1855). Pubblicata sotto lo pseudonimo di Johannes de Silentio nel 1843, quasi contemporaneamente ai libri "Buď - alebo" e "Opakovanie", "Bázeň a chvenie" è spesso considerata l'opera "più sincera" e "più radicale" di Kierkegaard. Alcuni la vedono come la chiave del suo pensiero, mentre altri come un tentativo di liberarsi dall'intenso complesso di colpa causato dalla separazione dalla amata Regina. Il titolo, tratto dalla Lettera ai Filippesi 2,12, invita a lavorare sulla propria salvezza "con timore e tremore". Kierkegaard esplora il concetto di fede, interrogandosi se sia possibile sospendere l'etica. Utilizza come sfondo narrativo il racconto di Abramo, che deve sacrificare il figlio Isacco per ordine divino. L'opera si sviluppa anche come una drammatica introspezione dell'autore, un "poeta e pensatore" che desidera reinterpretare le relazioni individuali e l'esistenza umana.