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Fabula - 68: In mezzo scorre il fiume

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Ci sono rari libri che sembrano fatti di niente e alla fine dei quali ci si trova a navigare nel tutto e precisamente su un fiume. «Alla fine tutte le cose si fondono in una sola, e un fiume la attraversa»: così leggiamo nelle ultime righe di questo romanzo, e in quel momento la frase ci pare chiara. Ma come ci si arriva? Ascoltando la storia di due fratelli del Montana appassionati di pesca a mosca in luoghi magnifici e deserti. Nulla di più semplice, eppure, i due fratelli crescono con l’idea che nulla nella vita sia tanto arduo e misterioso: «Nella nostra famiglia non c’era una chiara linea di demarcazione tra religione e pesca a mosca». Scopriamo come la pesca a mosca attiri complicazioni, che coinvolgono birra, cazzotti, sfide virili, zie presbiteriane, una pellerossa dai capelli lucenti, e un vecchio predicatore che legge il Vangelo in greco lungo il fiume. Mentre la tensione si sviluppa nel rapporto fra i due fratelli, che si amano e non si capiscono, si arriva a un finale lacerante, rivelando come siano «proprio le persone con cui viviamo, che amiamo e che dovremmo conoscere meglio, a eluderci». Per raccontare queste storie occorreva un tono asciutto e laconico, evocando un film di John Ford o una lirica di Robert Frost. Così, da una materia lieve e tragica, è nato un «fosco idillio americano». Il romanzo è apparso per la prima volta nel 1976.

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Fabula - 68: In mezzo scorre il fiume, Norman Maclean, Marisa Caramella

Taal
Jaar van publicatie
1993
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(Paperback),
Staat van het boek
Beschadigd
Prijs
€ 3,76

Betaalmethoden

4,0
Zeer goed
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Titel
Fabula - 68: In mezzo scorre il fiume
Taal
Italiaans
Uitgever
Adelphi
Jaar van publicatie
1993
Formaat
Paperback
Aantal pagina's
153
ISBN10
8845909670
ISBN13
9788845909672
Reeks
Oorspronkelijke titel
A river runs through it
Beoordeling
3,95 van 5
Aantekening
Ci sono rari libri che sembrano fatti di niente e alla fine dei quali ci si trova a navigare nel tutto e precisamente su un fiume. «Alla fine tutte le cose si fondono in una sola, e un fiume la attraversa»: così leggiamo nelle ultime righe di questo romanzo, e in quel momento la frase ci pare chiara. Ma come ci si arriva? Ascoltando la storia di due fratelli del Montana appassionati di pesca a mosca in luoghi magnifici e deserti. Nulla di più semplice, eppure, i due fratelli crescono con l’idea che nulla nella vita sia tanto arduo e misterioso: «Nella nostra famiglia non c’era una chiara linea di demarcazione tra religione e pesca a mosca». Scopriamo come la pesca a mosca attiri complicazioni, che coinvolgono birra, cazzotti, sfide virili, zie presbiteriane, una pellerossa dai capelli lucenti, e un vecchio predicatore che legge il Vangelo in greco lungo il fiume. Mentre la tensione si sviluppa nel rapporto fra i due fratelli, che si amano e non si capiscono, si arriva a un finale lacerante, rivelando come siano «proprio le persone con cui viviamo, che amiamo e che dovremmo conoscere meglio, a eluderci». Per raccontare queste storie occorreva un tono asciutto e laconico, evocando un film di John Ford o una lirica di Robert Frost. Così, da una materia lieve e tragica, è nato un «fosco idillio americano». Il romanzo è apparso per la prima volta nel 1976.