At the invitation of the Swiss ornithologist, Max Boehm, a young French academic, Louis Antioch, agrees to undertake a journey tracing the flight of the stork in order to solve the mystery of the birds' disappearance. But before the trip, Boehm dies of a heart attack in suspicious circumstances.
Idolina Landolfi Volgorde van de boeken (chronologisch)




Blood red rivers
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In a world of knife-edge glaciers, a hideous crime leads two maverick detectives to confront the limits of human evil. A corpse is discovered wedged in an isolated crevice. It has been horribly mutilated. The brilliant but violent ex-commando Pierre Niémans is sent from Paris to the French Alps to lead the investigation. Meanwhile, in a town in south-west France, Karim Abdouf, a young Arab policeman, is trying to find out why the tomb of a young child has been desecrated. When a second baby is found, high up in a glacier, the paths of the two policemen are joined in the search for their killers, a trail that embroils them in the mysterious cult of the Blood-Red Rivers.
De verborgen geschiedenis
- 596bladzijden
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Vier jongens en een meisje vormen een exclusief groepje studenten klassiek Grieks aan een Amerikaans college waar hun experimenten met oude Griekse riten leiden tot twee moorden.
Il viaggiatore incantato
- 194bladzijden
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«L’esperienza che passa di bocca in bocca è la fonte a cui hanno attinto tutti i narratori. E fra quelli che hanno messo per iscritto le loro storie, i più grandi sono proprio quelli la cui scrittura si distingue meno dalla voce degli infiniti narratori anonimi» scrisse Walter Benjamin nel suo saggio su Leskov. Ed è la voce che torniamo a sentire – una «gradevole e manierata voce di basso» – appena il «viaggiatore incantato» comincia a raccontare le peripezie della sua esistenza. Siamo su un battello che naviga sul lago Ladoga e il narratore ci appare come «un uomo di enorme statura, con un viso abbronzato ed aperto e folti capelli ondulati d’un color di piombo». Le sue avventure, anche le più sconcertanti, e improbabili, non sono mai cercate, ma precipitano su di lui come eventi della natura. La morte lo sfiora più volte, ma sempre per rifiutarlo. La vita lo usa per un suo disegno, oscuro a tutti salvo alla madre morta, che aveva promesso il figlio a Dio. Presto ci accorgiamo che potremmo ascoltare senza fine le storie di quest’uomo «che aveva molto veduto» e non pretendeva di sapere. Le sue parole spiccano sul fondo dorato della vecchia Rus’ di Kiev, immoto e solenne, ma le storie stesse sono un pulviscolo vorticoso. Entrano ed escono di scena vagabondi e prostitute, padroni e mercanti, principi e cavalieri nomadi – e infine, incidendosi nella memoria, la zingara Gruša, simile a «una serpe lucente». Leskov non era uomo che amasse le teorie. Ma dietro questa inarrestabile dispersione e frantumazione di casi si avverte un azzardo teologico che risale a Origene e alle prime dottrine della Chiesa ortodossa: l’esigenza che tutto sia salvato, anche i suicidi senza confessione. E con la storia di un seminarista suicida si era avviato questo folto corteo. Landolfi tradusse <i>Il viaggiatore incantato</i>, quasi controvoglia, a cavallo fra il 1962 e il 1963, ma – come talvolta accade – raggiungendo un risultato magistrale: il tono dell’oralità è qui presente dalla prima all’ultima frase, come se tutto il libro fosse un unico respiro. <i>Il viaggiatore incantato</i> è del 1873, mentre la traduzione di Landolfi apparve per la prima volta nel 1967.