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Dal momento della sua concezione, Jaromil è destinato a essere un poeta, come desidera sua madre, che immagina la sua nascita non da un marito, ma da un Apollo di alabastro. Questa madre lo accompagnerà invisibilmente nei suoi amori e lo assisterà anche nel momento della morte, quella di un adolescente poeta pronto a dedicarsi alla rivoluzione. Le figure del poeta, della madre, della giovinezza e della rivoluzione evocano reverenza, richiamando l'età lirica e l'innocenza. Tuttavia, il romanzo, pur nella sua leggerezza e nel suo sarcasmo, rivela il "sorriso insanguinato" dell'innocenza. Non si critica la poesia in sé, ma si esplora un aspetto mostruoso che pochi riconoscono. Con precisione e distacco, si rappresenta un'epoca in cui "il poeta regnava a fianco del carnefice". Non potremo più guardare a queste figure con occhi devoti; saremo guidati a comprendere come, per un poeta che muore prima dei vent'anni, il massimo compimento possa essere la delazione. Il poeta riflette che "forse polizia e poesia vanno molto più d'accordo di quanto alcuni non pensino". L'opera è stata pubblicata per la prima volta nel 1973.
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La vita è altrove, Milan Kundera, Serena Vitale
- Taal
- Jaar van publicatie
- 1987
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- (Paperback)
Betaalmethoden
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- Titel
- La vita è altrove
- Taal
- Italiaans
- Auteurs
- Milan Kundera, Serena Vitale
- Uitgever
- Adelphi
- Jaar van publicatie
- 1987
- Formaat
- Paperback
- Aantal pagina's
- 350
- ISBN10
- 8845902366
- ISBN13
- 9788845902369
- Reeks
- Tags
- Fictie, Historisch thema, Tsjechische literatuur, Filosofisch thema, Liefde, Klassiekers, Politiek, Leven, Matrimonium, Praag, Tsjechische Republiek, Lyriek, Dromen, Moeders, Communisme, Jaloezie, Fraude, Autobiografische romans, Existentialisme, Dichters en Dichters, Romans over kunstenaars, Milan Kundera
- Oorspronkelijke titel
- Zivot je jinde
- Beoordeling
- 4 van 5
- Aantekening
- Dal momento della sua concezione, Jaromil è destinato a essere un poeta, come desidera sua madre, che immagina la sua nascita non da un marito, ma da un Apollo di alabastro. Questa madre lo accompagnerà invisibilmente nei suoi amori e lo assisterà anche nel momento della morte, quella di un adolescente poeta pronto a dedicarsi alla rivoluzione. Le figure del poeta, della madre, della giovinezza e della rivoluzione evocano reverenza, richiamando l'età lirica e l'innocenza. Tuttavia, il romanzo, pur nella sua leggerezza e nel suo sarcasmo, rivela il "sorriso insanguinato" dell'innocenza. Non si critica la poesia in sé, ma si esplora un aspetto mostruoso che pochi riconoscono. Con precisione e distacco, si rappresenta un'epoca in cui "il poeta regnava a fianco del carnefice". Non potremo più guardare a queste figure con occhi devoti; saremo guidati a comprendere come, per un poeta che muore prima dei vent'anni, il massimo compimento possa essere la delazione. Il poeta riflette che "forse polizia e poesia vanno molto più d'accordo di quanto alcuni non pensino". L'opera è stata pubblicata per la prima volta nel 1973.


