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Mai come nella "Lettera al padre," scritta nel novembre del 1919, affidata alla madre senza tuttavia giungere al destinatario, Kafka ci ha dato un ritratto così lucido di sé. E molti dei motivi che vengono toccati in questa confessione anche spietata - primo fra tutti quello di "un immenso senso di colpa" - non possono che ricordare i suoi personaggi più famosi. Quello che qui viene messo in scena è un vero e proprio conflitto. Figura che incarna un'autorità assoluta, che "ha l'aspetto enigmatico dei tiranni, la cui legge si fonda sulla loro persona, non sul pensiero"; agli occhi di Kafka il padre appare come il tipico rappresentante di un mondo da cui egli invece si sente escluso: pratico, utilitaristico, ben lontano dalle sue aspirazioni. Così, in pagine di forte impatto emotivo, Kafka svela la sua natura di "figlio disederato" e proscritto, non compreso nella vocazione di scrittore, inquieto e in cerca di conferme quanto il suo avversario ostenta sicurezza. Nel saggio posto in appendice Georges Bataille indaga in modo provocatorio sui momenti di questa contesa. L'esperienza di Kafka diventa anche occasione per interrogarsi sul senso ultimo della letteratura. Forse nessun altro scrittore ha saputo mostrare come quel senso sia tutt'uno con la vita stessa.
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Lettera al padre, Franz Kafka, Claudio Groff, Georges Bataille
- Taal
- Jaar van publicatie
- 2013
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- (Paperback)
Betaalmethoden
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- Titel
- Lettera al padre
- Taal
- Italiaans
- Auteurs
- Franz Kafka, Claudio Groff, Georges Bataille
- Uitgever
- Feltrinelli
- Jaar van publicatie
- 2013
- Formaat
- Paperback
- Aantal pagina's
- 96
- ISBN10
- 8807900319
- ISBN13
- 9788807900310
- Reeks
- Tags
- Fictie, Historisch thema, Waargebeurde verhalen, Biographies, Familie, Duitse literatuur, Klassiekers, Korte Verhalen, Autobiografie en memoires, Relaties, 20e Eeuw, Emoties, Verleden, Angst, Kindertijd, Brieven, Moeders, Vader, Zonde, Zoon
- Eerste editie
- 1919
- Oorspronkelijke titel
- Brief an den Vater
- Beoordeling
- 4,1 van 5
- Aantekening
- Mai come nella "Lettera al padre," scritta nel novembre del 1919, affidata alla madre senza tuttavia giungere al destinatario, Kafka ci ha dato un ritratto così lucido di sé. E molti dei motivi che vengono toccati in questa confessione anche spietata - primo fra tutti quello di "un immenso senso di colpa" - non possono che ricordare i suoi personaggi più famosi. Quello che qui viene messo in scena è un vero e proprio conflitto. Figura che incarna un'autorità assoluta, che "ha l'aspetto enigmatico dei tiranni, la cui legge si fonda sulla loro persona, non sul pensiero"; agli occhi di Kafka il padre appare come il tipico rappresentante di un mondo da cui egli invece si sente escluso: pratico, utilitaristico, ben lontano dalle sue aspirazioni. Così, in pagine di forte impatto emotivo, Kafka svela la sua natura di "figlio disederato" e proscritto, non compreso nella vocazione di scrittore, inquieto e in cerca di conferme quanto il suo avversario ostenta sicurezza. Nel saggio posto in appendice Georges Bataille indaga in modo provocatorio sui momenti di questa contesa. L'esperienza di Kafka diventa anche occasione per interrogarsi sul senso ultimo della letteratura. Forse nessun altro scrittore ha saputo mostrare come quel senso sia tutt'uno con la vita stessa.










